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Ponti di Oleggio e Trecate

«Il ponte di Oleggio non è a rischio di crollo, come nessun altro nel novarese»

Besozzi: «La relazione dei vigili del fuoco attesta una situazione di tranquillità, ma è ora di tornare a spingere sulla realizzazione di quello nuovo»

il ponte di oleggio
Da sin: Besozzi, Cremona, Gambaro

«Il ponte di Oleggio non è a rischio di crollo, ma è ora di tornare a spingere sulla realizzazione di quello nuovo». Parole di rassicurazione dal presidente della Provincia Matteo Besozzi, dopo il dibattito politico scatenatosi dopo la richiesta di monitoraggio “a tempo di record”, partita d’urgenza dopo i fatti di Genova. «Siamo in costante contatto con i sindaci del territorio – aggiunge il consigliere Giuseppe Cremona – Raccoglieremo le segnalazioni, ma saranno comunque soltanto generiche». La consegna è fissata per il 1° settembre. «Nel novarese non ci sono strutture a rischio di crollo», ribadisce la Provincia.

Nei giorni scorsi il presidente Besozzi aveva annunciato che al Ministero delle infrastrutture saranno inviate le segnalazioni per «40 situazioni con maggiore criticità» e che in cima alla lista ci sarà proprio il ponte sul Ticino di Oleggio. Parole che hanno suscitato la reazione del senatore di FdI Gaetano Nastri, che aveva suggerito provocatoriamente la chiusura al traffico: «O davvero il ponte è pericolante oppure non lo è. In ogni caso, è urgente una perizia (e credo che spetti alla Provincia provvedere, con suoi tecnici o con esperti a sua scelta) che metta la parola fine a dubbi e incertezze che preoccupano i cittadini. Con che serenità oggi si può passare su quel ponte, dove tutti i giorni transitano migliaia di persone, se sui giornali si legge che le fondamenta sono deteriorate?».

«Negli ultimi giorni – replica Besozzi – c’è stato un sopralluogo del nostro personale e un secondo dei vigili del fuoco: la loro relazione attesta una situazione di tranquillità, con la necessità di normali lavori di manutenzione, che sono già partiti, proprio in questi giorni». Sulla stessa scia anche l’ingegner Giuseppe Gambaro, veterano del settore Viabilità a Palazzo Natta: «Secondo quanto emerge dai documenti presenti nell’Archivio di Stato il ponte fu ricostruito dopo la grande alluvione del 1868 – spiega – Il progetto iniziale prevedeva che sopra alla sede destinata alle auto avrebbe dovuto passare la ferrovia Gallarate-Buronzo, parte dell’opera che però non venne realizzata. Pertanto le fondamenta erano state pensate per carichi molto più pesanti (si pensi che un solo vagone merci vuoto supera le 40 tonnellate). Anche le fondamenta risultano essere in ottimo stato. Inoltre, più in generale, il censimento delle opere superiori a 6 metri era iniziato negli Anni ’80: per cui la situazione ponti non è fuori controllo».

«Ciò non toglie – aggiunge Besozzi – che la struttura, così stretta, non sia adeguata. Ecco perché la segnalazione al Ministero. Questo potrebbe essere il momento giusto, come concordato anche con l’assessore regionale ai Trasporti Balocco, per riprendere il dialogo con la Lombardia per la realizzazione del nuovo ponte, il cui progetto è pronto sin dagli inizi del 2000. Ai tempi della Giunta Vedovato era stato ritirato, perché la Lombardia era contraria: temeva che la nuova opera avrebbe aumentato considerevolmente il traffico e preferì spingere sulla bretella Marcallo-Mesero per Malpensa, che nel frattempo è stata realizzata». «Inoltre la strada provinciale che attraversa il ponte è una di quelle da cedere ad Anas – aggiunge Cremona – il che semplificherebbe la questione, perché non ci sarebbero più due enti distinti a dover decidere».

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