Cronaca Salute

Il futuro dell’ospedale di Galliate? Una struttura complementare di comunità

Una prospettiva annunciata ieri dall'assessore regionale alla sanità Antonio Saitta insieme al collega ai Servizi sociali, Augusto Ferrari, durante un incontro al castello di Galliate

Il futuro dell’ospedale di Galliate? Una struttura complementare di comunità. Una prospettiva annunciata ieri dall’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta insieme al collega ai Servizi sociali, Augusto Ferrari, durante un incontro al castello di Galliate.

Mentre il progetto di realizzazione della Città della Salute è ancora incagliato a Roma in quanto il nucleo di valutazione del ministero non ha ancora dato il via libera (è ormai noto che il project financing non piace ai 5 Stelle, partito a cui appartiene il ministro alla Sanità Giulia Grillo), sul territorio si comincia a pensare al futuro del presidio ospedaliero San Rocco: «Il governo è in preda alle contraddizioni – ha dichiarato Ferrari – a questo punto la Città della Salute dipende esclusivamente dalla firma del ministro, ma nonostante questo voglio pensare che i prossimi anni saranno quelli di apertura del cantiere, quelli in cui Novara diventerà un polo di eccellenza per l’integrazione tra cura e ricerca. E in quest’ottica si inserisce anche il progetto per nuova destinazione dell’ospedale di Galliate».

 

 

E Saitta ha proseguito: «Novara rappresenta un’eccellenza vicino alla Città della salute di Torino, ma non tutti gli ospedali devono fare eccellenza. Galliate rappresenta una struttura complementare e può avere un futuro come ospedale di comunità. Un’esperienza che abbiamo già sperimentato in altre zone della regione con un ruolo forte dei medici di famiglia e degli infermieri e un potenziamento dei servizi. In strutture di questo genere è possibile evitare le code e ottenere in breve tempo una risposta».

In tema di complementarietà si è parlato anche di welfare: «Le politiche sanitarie  – ha continuato Ferrari – devono mettere al centro il grande problema della non autosufficienza e della cronicità; diversamente si arriverebbe all’intasamento dei pronto soccorsi e al blocco delle liste d’attesa sia per le cure che per l’inserimento in strutture residenziali. Se in questi anni non avessimo lavorato per affrontare queste difficoltà, oggi non potremmo parlare di Città della Salute, di visione prospettica del presidio di Galliate e di soluzioni per sostenere le persone a livello di cure domiciliari».

«La politica deve occuparsi di chi ha più bisogno – ha continuato Saitta sullo stesso argomento – immaginate i problemi se non esistesse il servizio sanitario nazionale. Ormai la sanità non si occupa più solo della cura del paziente, ma deve anche occuparsi delle fragilità sociali: il sistema è cambiato e noi abbiamo cercato di guardare al futuro».

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