Cronaca In città

Il film sulla strage delle Foibe accende la polemica

Oggi all'Araldo è in programma la proiezione di Rosso Istria e il Comitato antifascista novarese si è indignato di fronte a questa scelta. Il gestore della sala: «Un'associazione ha affittato la sala. Queste mi sembrano solo prese di posizioni ormai antiquate»

Il cinema Araldo proietta un film sulla strage delle Foibe e il Comitato antifascista novarese accende la polemica. Nel pomeriggio di oggi, sabato 9 febbraio, alle 16, nel fine settimana delle celebrazioni per il Giorno del ricordo (che ricorre domani) all’Araldo è in programma la proiezione di “Red Land – Rosso Istria”, una pellicola del 2018 che si concentra sulla Seconda guerra mondiale in Istria dopo l’8 settembre 1943.

In un comunicato diramato nei giorni scorsi Il Comitato solleva la questione dell’uso politico della storia prendendo le distanze da questo appuntamento: «Una proiezione gratuita  – si legge nel comunicato – organizzata dalla Associazione Andromeda con il patrocinio del Comune di Novara. Amministrazione comunale che pochi mesi fa negò il patrocinio al primo Pride novarese, allineandosi a quanti bollano i pride come divisivi. Evidentemente la proiezione di una pellicola del genere è invece considerata unificante. Contestiamo inoltre la scelta della direzione del cinema Araldo di concedere l’uso della sala per questa kermesse nera. Il fatto di venire pagati per il noleggio non può essere una giustificazione di fronte alla operazione in corso. D’altra parte l’Araldo aveva già ritenuto di inserire la discutibile opera in cartellone a gennaio. Ma la data del 9 febbraio, nel fine settimana della celebrazione del Giorno del ricordo, quasi in contemporanea con l’adunata fascista al Villaggio Dalmazia, è elemento di ulteriore disappunto».

 

 

Sull’argomento della proiezione si è espresso Mario Tosi, gestore dell’Araldo: «La sala è stata affittata da un’associazione – spiega – non capisco la polemica. Il cinema è come un museo, uno spazio aperto in cui convivono diversi stimoli culturali, sta poi allo spettatore decidere se e a cosa partecipare? Piuttosto pongo la domanda al contrario: perchè censurare? Queste mi sembrano solo prese di posizioni ormai antiquate».

Il Comitato prosegue poi sostenendo che «il contesto mostrato dal film, l’Istria del 1943, è completamente falsato. Appena accennate le politiche di snazionalizzazione della popolazione slovena e croata messe in atto dal fascismo, mai mostrati i crimini di guerra commessi dal Regio Esercito Italiano nei vicini territori jugoslavi. Viene taciuto il fatto che, dopo la cacciata dei fascisti seguita all’ 8 settembre ’43, nel giro di un mese l’Istria venne riconquistata dai nazifascisti che ammazzarono 2.800 persone nel corso della repressione e ne deportarono altre 2.500».

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