Cronaca In città

Il Convitto inaugura l’aula innovativa e il corso di sperimentazione internazionale

L'aula è dedicata alla memoria dei Barbara Vaccarino, docente scomparsa lo scorso anno. Il corso, invece, prevede due rientri pomeridiani e il potenziamento delle lingue straniere

Mattinata novarese quella di oggi, mercoledì 27 novembre, per il viceministro dell’Istruzione Anna Ascani, ospite al Convitto “Carlo Alberto” per l’inaugurazione ufficiale di un’aula innovativa intitolata alla memoria della docente Barbara Vaccarino, scomparsa lo scorso anno. A fare gli onori di casa il dirigente scolastico Nicola Fonzo; con lui il direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte Fabrizio Manca e il suo omologo per quanto riguarda il territorio di Novara, Giuseppe Bordonaro. Era presente, per la Provincia, la consigliera Elena Foti e poi alcuni familiari della professoressa Vaccarino.

 

 

L’esponente del Governo si è a lungo trattenuta con gli insegnanti e i ragazzi, da quelli più piccoli agli studenti dello scientifico, apprezzando le innovazioni apportate nella didattica e anche nell’organizzazione dell’attività scolastica quotidiana. L’aula “Vaccarino”, in particolare, come hanno avuto modo di illustrare gli architetti progettisti Chiara Filios e Arnaldo Arnaldi dello studio “Normalearchitettura” di Milano, presenta una serie di caratteristiche tali farla considerare profondamente all’avanguardia. Ma l’occasione, come ha sottolineato Fonzo, è stata anche quella di presentare un percorso «che dal prossimo anno scolastico sarà attuato nel nostro Convitto e che riguarderà per lo scientifico di un indirizzo che si chiamerà di “Sperimentazione internazionale”. Nella sostanza, proporremo alle famiglie dei ragazzi che si iscriveranno la possibilità di incrementare il tempo scuola, prevedendo due rientri pomeridiani, con il potenziamento delle lingue straniere attraverso l’introduzione di una seconda lingua comunitaria come il tedesco e il potenziamento della prima, quella inglese».

«Noi non siamo un liceo internazionale – ha però subito voluto precisare – ma uno Scientifico a “sperimentazione internazionale”. Al termine del loro percorso gli studenti sosterranno un normale esame di maturità, ma verranno preparati per sostenere anche gli esami presso degli istituti qualificati che potranno attestare le loro competenze nelle lingue straniere studiate». Perché questa scelta? «Pensiamo che l’apprendimento di una seconda lingua straniera da affiancare all’inglese sia uno strumento essenziale per un cittadino del nuovo secolo». Un percorso che rappresenta lo sbocco all’apprendimento della lingua straniera “primaria” già iniziato nei primi anni del percorso formativo, per consentire alle giovani generazioni «di rapportarsi con le sfide della globalizzazione». E infine, «noi tutti operatori del mondo scolastico siamo i primi che spesso diamo un’immagine non positiva delle eccellenze esistenti nella scuola pubblica rispetto a problemi gravi esistenti. Ma rispetto a questo ci sono tante virtù e tante buone pratiche quotidiane che dobbiamo rendere note con la stessa forza».

Da parte sua Anna Ascani ha affermato come «il nostro obiettivo non è quello di attuare un’ennesima riforma, ma piuttosto quello di aiutare la scuola a stare nel XXI secolo. Perché il mondo che sta fuori è totalmente diverso. Quale tipo di insegnante serve allora oggi? Quello che aiuta a discernere la mole di informazioni ottenute con i moderni mezzi di comunicazione, aiutando i ragazzi a formare un pensiero critico e capire che tipo di orientamento vorranno avere nella vita. La scuola non è tanto riempire un secchio ma piuttosto accendere il fuoco, attraverso anche la creazione di un senso di comunità che vada oltre lo storico rapporto tra chi siede in cattedra e chi ascolta».

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati