Cronaca In città Politica

Il Comune dice addio al Cim. «Ma quale sarà il futuro della logistica?»

I dubbi dell'opposizione sono stati il filo conduttore della seduta della Prima commissione del Consiglio Comunale. E sul futuro dell'interporto restano anche gli interrogativi dei cittadini di Pernate

Si può anche provare, come ha fatto l’assessore Mario Paganini (in questo caso nella sua veste di delegato alla società partecipate) ad affrontare il tema della dismissione da parte del Comune delle quote di Cim spa con una puntigliosa esercitazione ragionieristica. Ma l’elencazione di date e numeri di delibere non ha sciolto alcuni dei nodi mesi sul tappeto dall’uscita della mano pubblica dalla governance del più importante player della logistica sul territorio novarese.

Nodi che l’ex sindaco Andrea Ballarè, oggi capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Cabrino, ha condensato questa mattina nel corso di una riunione della Prima commissione consiliare in una serie di domande. «Si è dismessa questa partecipazione – ha detto Ballarè -in ossequio ad un obbligo di legge. E in questo modo si è rinunciato di fatto a svolgere un ruolo nella governance della società. Come si intende intervenire sul fronte della logistica che è uno dei driver essenziali dello sviluppo di Novara? Come potrà la città essere in grado di cogliere le opportunità di crescita che arrivano da questo fronte? Siamo davanti ad una scelta che di fatto va contro gli interessi della città, e con la quale il Comune abdica a coltivare uno degli asset fondamentali dell’economia di questo nostro territorio: non avete voluto realizzare (se non in minima parte) l’area di Agognate, ora abbandonate Cim. Vorremmo sapere quale è la strategia dell’amministrazione Canelli nei confronti della logistica»

 

Una strada seminata di dubbi. Anche sugli effetti della dismissione sugli equilibri di Cim spa. Perchè, come ha ricordato il consigliere Rossano PIrovano «viene da chiedersi se l’esborso di almeno 4 miloni e 800 mila euro sarà indolore per le casse del Cim. Cosa di cui non sarei così certo»

L’assessore al Bilancio Silvana Moscatelli, anche in questa occasione pronta ad andare ben oltre il suo ruolo di “custode dei conti” del Comune, ha accennato a qualche risposta, ricordando la volontà dell’amministrazione di sostenere l’espansione di Cim in direzione dello scalo merci “storico” del Boschetto, percorso che però appare ancora più nelle intenzioni che nei fatti. E a confondere ulteriormente le acque ci ha pensato il capogruppo della Lega, Matteo Marnati, che, a proposito dell’espansione di Cim ha affermato che l’amminstrazione punta su un allargamento in direzione di Galliate.

Chi certamente vuole vederci chiaro e, non da oggi, ha una serie di puntuali rivendicazioni, sono i componenti del Comitato per Pernate, presenti questa mattina in aula. Claudio Ferro, Oscar Bernardinello e Paolo Manenti. Chiedono che la decisione di abbandonare le indicazioni del masterplan di Cim circa l’espansione verso la frazione sia resa ufficiale e confermata dal sindaco. Chiedono che si affrontino i problemi mai risolti sull’assetto idrogeologico del Terdoppio. E soprattutto vogliono risposte definitive sui terreni sottoposti a vincolo pubblico che nel Piano regolatore vigente sono indicati come aree di ampliamento del Cim e sulle quali i proprietari hanno pagato per anni una aliquota IMU elevata, ridotta poi del 25% dalla giunta Ballarè e oggi del 50 % dall’attuale amministrazione.

Insomma: intorno al destino di Cim, al di là dei tecnicismi, c’è un coacervo di questioni politiche e amministrative alle quali sarà necessario dare una risposta.

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