Cronaca Salute

Guardia medica al collasso, un incontro per trovare soluzioni

I soggetti interessati hanno discusso sul doppio scopo di garantire da una parte la massima sicurezza degli operatori medici nell’espletamento del servizio, dall’altro quello di assicurarne l’efficienza a favore degli utenti

Guardia medica al collasso, un incontro per trovare soluzioni allo scopo di garantire da una parte la massima sicurezza degli operatori medici nell’espletamento del servizio, dall’altro quello di assicurarne l’efficienza a favore degli utenti.

Una tavola rotonda tra Ordine dei medici della Provincia di Novara, Asl Novara e Azienda ospedaliero-universitaria di Novara con l’intervento del presidente dell’Ordine, Federico D’Andrea e Lina Falletta, il medico che ha stilato la bozza con le proposte di interventi; per l’Asl il direttore generale, Arabella Fontana, il direttore sanitario, Elide Azzan, e il direttore del Distretto Area Nord Paolo Lo Giudice; e per la Direzione sanitaria dell’Aou Fabrizio Leigheb, oltre ai rappresentanti sindacali dei Medici di medicina generale e della Continuità assistenziale.

 

 

Numerose le proposte messe sul tavolo che saranno oggetto di specifici approfondimenti: il controllo degli accessi mediante contatto telefonico; la registrazione delle chiamate; il superamento di situazioni in cui l’operatore si trovi da solo nella sede di servizio o al domicilio del paziente; la semplificazione dei percorsi del paziente che si rivolge in Pronto Soccorso e poi in Guardia medica per la prescrizione di farmaci; l’educazione dei cittadini a un corretto utilizzo del servizio informandoli delle prestazioni a cui l’utente può avere accesso in Guardia medica.

«La sicurezza delle sedi – ha assicurato il direttore dell’Asl, Arabella Fontana – è una nostra priorità. Proprio per prevenire gli atti di violenza contro gli operatori sanitari, abbiamo messo in atto un programma di adeguamenti strutturali delle sedi di lavoro e di prevenzione della violenza a livello aziendale che comprende l’identificazione degli ambienti a maggior rischio; la realizzazione di cartelli che rimarcano che gli atti di violenza non sono permessi o tollerati da esporre in tutte le strutture; la formazione del personale affinché vengano sempre segnalate aggressioni o minacce. Gran parte delle criticità emerse nel corso dell’incontro troveranno soluzione nel nuovo modello di servizio di Guardia medica che sarà attivato a breve in Piemonte e che prevede la centralizzazione delle chiamate su un numero unico e l’istituzione di una Centrale operativa con sistema di tracciabilità delle chiamate».

«Abbiamo voluto questo incontro – ha aggiunto D’Andrea – perché siamo stati più volte sollecitati dai nostri iscritti che chiedevano maggiore sicurezza per gli operatori del servizio di Continuità assistenziale. Siamo ben lieti che sia iniziato un confronto che siamo certi porterà a risultati concreti».

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