Cronaca In città

«Il Giorno della Memoria serve per guardare avanti»

Le parole di Gianni Cerutti, direttore scientifico dell'Istituto Storico della Resistenza, in vista del 27 gennaio. Diverse le iniziative in città per le celebrazioni della fine dell'Olocausto

Commemorazioni, incontri, letture, spettacoli teatrali. Sono diverse le iniziative in programma da domani, giovedì 25, in occasione del Giorno della Memoria che ricorre il 27 gennaio, giorno in cui, nel 1945, le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz: le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazifascista e decretarono la fine dell’Olocausto.

«Sempre di più bisognerebbe tornare alle origini di queste giornate – commenta Gianni Cerutti, direttore scientifico dell’Istituto Storico della Resistenza – che in Europa si cominciano a celebrare dall’inizio degli anni Novanta e cioè una riflessione sull’intolleranza delle società europee non solo con la memoria delle vittime perchè rischia di essere fine a se stessa. Il problema è che di fianco a queste vittime c’erano dei carnefici che erano tutti popoli europei negli anni Trenta e Quaranta; l’antisemitismo era diffusissimo quasi tutte le nazioni avevano introdotto qualche norma discriminatoria contro l’ebraismo. Piace a tutti pensare che siano stati solo i tedeschi a sterminare gli ebrei e in parte è vero, ma con la collaborazione di tutti, basti ricordare la retata delle SS francesi del Velodrome d’Hiver contro i cittadini francesi ebrei o la deportazione del ghetto di Roma nel 43 o le SS ungheresi che hanno sterminato quasi tutti gli ebrei ungheresi. Questa riflessione deve essere fatta per guardare avanti».

Una ricorrenza riconosciuta a livello internazionale e stabilita dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1 novembre 2005, durante la 42^ riunione plenaria.

A Novara le celebrazioni avranno inizio giovedì 25 gennaio, alle 8.30, nel’aula magna del liceo sociale Bellini con un incontro promosso dalla Provincia di Novara tenuto da Gianni Cerutti dal titolo “La svastica allo stadio”- la storia di Arpad Weisz”. Nella stessa giornata, alle 18 alla Biblioteca Negroni, Giovanni Tesio,  filologo e critico letterario italiano, presenterà il suo volume “Primo Levi. Ancora qualcosa da dire” e sarà a colloquio con Giovanni Cerutti.

Venerdì 26 saranno gli alunni delle scuole primarie e secondarie, i protagonisti con una maratona di letture “Non smettere di ricordare” al Circolo dei Lettori dalle 9 alle 13. Dieci le scuole partecipanti: Convitto Carlo Alberto, Itis Omar, Ipsia Bellini, Liceo scientifico Carlo Alberto, Liceo Casorati, Itis Fauser, San Vincenzo, Duca d’Aosta, Castelli. Alle 21 al teatro dell’Istituto salesiano San Lorenzo andrà in scena lo spettacolo “Una lapide in via Mazzini”, tratto dal romanzo di Giorgio Bassani. Durante la serata interverranno gli alunni della sezione musicale dell’Istituto comprensivo “Bellini” a cura di Mariano Arenella.

Nel giorno della ricorrenza, sabato 27, alle 11, le autorità cittadine depositeranno la corona di alloro all’esterno del cimitero ebraico di Novara e renderanno omaggio al monumento degli internati. A Bellinzago, alle 17.30, il Pd di Bellinzago, Marano e Mezzomerico organizzano un incontro nella sala di piazza Martiri della Libertà: interverranno l’assessore regionale Augusto Ferrari e Gianni Cerutti. A Romentino, invece, domenica 28 alle 17 al centro culturale Pio Occhetta andrà in scena lo spettacolo “Mai più”, la vera storia di Liana Paschir, ebra detenuta nel campo italiano di Fossoli e poi deportata e uccisa a Mauthausen.

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