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Fcn: «Sosteniamo Novara pride per la lotta all’omofobia»

L'istituzione ha scelto mesi fa di finanziare l'iniziativa, attorno a cui ora sono sorte una serie di polemiche politiche: «Il progetto è in linea con le nostre azioni comportamentali, lo abbiamo valutato come facciamo con le proposte di tutte le altre associazioni»

«Abbiamo scelto di sostenere il Novara Pride, perché ha un fondamento che si sposa con le nostre linee comportamentali. Tra le nostre finalità ci sono la lotta al cyberbullismo (è partita proprio oggi l’edizione 2018 di The wild web, ndr), alla violenza di genere e anche il contrasto all’omofobia». Interpellata telefonicamente, la Fondazione comunità del novarese, per voce del suo segretario Gianluca Vacchini, spiega così il patrocinio concesso a Novara Arcobaleno per l’organizzazione del Gay pride, divenuto in poche ore un caso nazionale dopo il «no» della giunta Canelli alla concessione del patrocinio da parte del Comune. La Fondazione è l’unica istituzione non «politica» fra i partner dell’iniziativa.
«Non è neppure la prima volta che sosteniamo Novara Arcobaleno – continua Vacchini (nella foto in alto con il presidente Cesare Ponti) – Già lo scorso anno avevamo concesso all’associazione un contributo, per un’altra iniziativa, ma quando hanno valutato che ce l’avrebbero fatta con le loro forze hanno deciso di respingerlo, direi anche con onestà intellettuale. E noi abbiamo semplicemente rimesso in circolo le risorse. Da decenni siamo in contatto con moltissime realtà associative del territorio e, anche ora che abbiamo attivato la nuova finestra di bandi, le invitiamo da noi per conoscerle e per valutare i progetti che propongono. Anche per il Novara pride abbiamo seguito la stessa trafila, valutando che potesse essere un mezzo utile per il contrasto all’omofobia. Un evento utile non solo alla comunità omosessuale, ma a tutta la cittadinanza».

Quello della Fondazione, per l’evento del 26 maggio, è il terzo patrocinio accanto a quelli concessi da Regione e Provincia, con la differenza che prevede anche uno stanziamento economico. «Altri hanno concesso solo un sostegno morale – commenta Vacchini – Ma sappiamo tutti che gli enti pubblici versano in condizioni economiche di difficoltà. È del tutto normale, così come lo è per noi sostenere dei progetti che hanno dei costi, a cui andiamo incontro. Ovviamente l’associazione dovrà fornirci una rendicontazione dei costi sostenuti, come del resto viene richiesto a tutte le realtà che finanziamo, all’insegna della trasparenza».

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