Cronaca Taccuino del cronista

Falsi avvocati: tra le oltre 30 vittime di truffa un 80enne di Gozzano

Gli ha consegnato 500 euro e preziosi, ma gliene avevano chiesti 4.000, pensando di pagare la cauzione per l'arresto del figlio. In manette due uomini napoletani, che hanno colpito anche a Galliate, Vercelli e in molte altre zone d'Italia

Avevano colpito anche in provincia di Novara i due truffatori di anziani arrestati dai carabinieri di Vercelli. Nel loro mirino sono finiti due 80enni di Gozzano e Galliate. Quest’ultimo si è accorto in tempo che si trattava di un raggiro, il primo invece no e il 29 marzo scorso ha consegnato loro 500 euro in contanti e alcuni gioielli (gli avevano chiesto 4.000 euro), pensando di aiutare il figlio coinvolto in un fantomatico incidente, in seguito al quale rischiava di essere arrestato. In sostanza chiedevano alle vittime di versare una cauzione, che come ricordano gli inquirenti, non esiste nell’Ordinamento italiano. Una tecnica che hanno usato almeno 36 volte fra il 10 maggio e il 14 giugno scorsi in diverse parti d’Italia, per un totale di 32.000 euro in contanti e 28.000 euro di preziosi sottratti con l’inganno (questi rappresentano solo quelli ufficialmente valutati, ma ce ne sono molti altri). L’inchiesta ha portato in carcere due uomini napoletani, a cui vengono contestate 23 truffe andate a segno e altre 13 rimaste solo tentate: M.G., 48enne già noto alle forze dell’ordine e A.D., 20enne sinora incensurato. Ma non agivano da soli: le vere menti della truffa erano due telefonisti, che operavano dalla Spagna. Erano loro a guidare i due falsi avvocati nelle varie città italiane, dopo aver scelto le vittime utilizzando gli elenchi telefonici; da lì prendevano le utenze dei numeri fissi, ormai intestati soprattutto a persone di una certa età. Dopo aver comunicato la brutta notizia, attivavano i falsi avvocati, che in pochi istanti si presentavano alla porta della vittima, mentre il telefonista continuava a tenerla impegnata alla cornetta. Le indagini su questi ultimi sono ancora aperte ed è stata chiesta una rogatoria alle autorità spagnole.
I due falsi avvocati sono stati arrestati in provincia di Lodi; lì avevano scelto un hotel come base. Nella loro stanza sono stati recuperati oggetti e denaro, sottratti nei due giorni immediatamente precedenti.
Le indagini dei carabinieri di Vercelli, coordinate dal pubblico ministero Davide Pretti, erano partite in seguito a una truffa commessa il 21 marzo a Caresanablot. Al termine delle indagini si è accertato che i malviventi, nel periodo tra il 10 maggio 2018 ed il 14 giugno 2018, hanno posto in essere 36 truffe, delle quali 23 consumate e 13 tentate, in danno di persone anziane residenti nelle province di Vercelli, Novara, Torino, Alessandria, Aosta, Genova, Imperia, La Spezia, Pavia, Milano, Lodi, Brescia, Bergamo, Padova, Vicenza, Varese, Verona, Cremona, Parma, Mantova e Firenze.
Dalle truffe non sembrano essere rimasti immuni neppure gli stessi autori: dall’attività di indagine è emerso, tra l’altro, che uno dei telefonisti ha scoperto di essere stato, a sua volta, “frodato” da uno dei falsi avvocati, che dichiarava di aver ricevuto quantitativi di soldi inferiori a quelli realmente sottratti alle vittime e in qualche occasione avrebbe anche sostituito i preziosi con oggetti di bigiotteria.

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