Cronaca Giudiziaria

«Ecco perché Giordano va assolto»

Arringa fiume dell’avvocato Fabrizio Cardinali, nell’ultima udienza dedicata alle difese. Si torna in aula il 9 ottobre per le repliche

Si è chiusa, dopo oltre sei ore di arringa, l’ultima giornata dedicata alle difese del processo Giordano e a chiudere è stato l’avvocato Fabrizio Cardinali, difensore con Paolo Marchioni, dell’ex sindaco ed assessore regionale. «A Giordano – ha esordito il legale – sono state addebitate le peggiori cose. Una persona incensurata, stimata, ottimo amministratore, giovane in carriera, apprezzato trasversalmente, con una riconferma a sindaco a furor di popolo. Non mi stupisco che una persona di successo abbia calunniatori alle spalle che hanno costruito, nella convinzione degli inquirenti, che il modus operandi sia stato spregiudicato. Le dichiarazioni dell’avvocato Giordano hanno particolare rilevanza dal nostro punto di vista perché rese nella stessa identica maniera, raccontando gli episodi che vengono contestati, fin dal marzo 2013. Convocato dalla Procura è andato e ha risposto a tutte le domande, dicendo a noi avvocati che non aveva nulla da nascondere. E quelle dichiarazioni sostanzialmente sono state confermate e ribadite in tutte le dichiarazioni spontanee nelle quali c’è stata una ricostruzione della vicenda».

 

 

 

Quindi l’analisi di ciascun capo d’accusa contestato dalla Procura. Per quanto riguarda la tranche relativa alla questione del Bar Coccia, già ieri il co difensore Paolo Marchioni aveva dedicato ampio spazio al punto. «Il Coccia – aveva sostenuto – è l’esercizio pubblico di Novara più sanzionato nella storia dei locali cittadini»; per quanto riguarda la cosiddetta tranche regionale (bando di cooperazione transfrontaliera Alcotra) «una semplice messa in contatto, e non per ottenere un parere favorevole – ha sottolineato Cardinali – La messa in contatto si può fare». Per l’accusa in cambio di un interessamento sul bando, per il quale era stato presentato un progetto che avrebbe coinvolto alcune testate del gruppo DMedia, lo studio di Giordano avrebbe gestito le cause piemontesi del gruppo.

E per la convenzione con lo studio «la necessità di convenzionarsi, prima che si compiano attività – ha aggiunto Cardinali – giustifica la tutela per il convenzionante, perché si trattava di una convenzione ‘sotto tariffa’ senza nessuna esclusiva, e da lì a pochi giorni ci sarebbe stata un’udienza».

Sulla questione Nord Ovest «gli imprenditori – ha detto il difensore – sono stati cercati non sulla base dell’asservimento ma sulla base dell’interesse ad avere un quotidiano; se fosse stato il contrario non sarebbe stata una ricerca ‘aperta’ ma ‘chiusa’. L’interesse di Giordano, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di sostenere la propria ascesa politica; ipotesi smentita. Il giornale era stato fatto perché doveva funzionare come giornale». «E’ stato intercettato per 14 mesi – ha concluso – Questo è quello che è venuto fuori: tutte cose spiegabili fin dal primo momento. E anche per questo capo chiedo l’assoluzione».

Si tornerà in aula il prossimo 9 ottobre per le repliche; già fissata anche un’altra udienza per il 28 ottobre, data nella quale è prevista la sentenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati

AdnKronos

Luglio e agosto i mesi più critici

Luglio e agosto i mesi più critici

A rischio normali adolescenti che non percepiscono il pericolo Napoli, 14 giu. (AdnKronos Salute) – Con l’inizio delle vacanze scolastiche,