Cronaca Provincia Trecate

«Di fronte a queste tragedie si coglie sempre la debolezza»

Tra le autorità presenti alla fiaccolata a Trecate contro la violenza sulle donne anche il questore, che ha espresso alcune parole in ricordo di Barbara Grandi, uccisa a coltellate. Proprio nella mattinata di lunedì l'autopsia ha dato i primi esiti

“L’amore è rosso passione, non viola tumefatto”. E’ uno stralcio di uno di alcuni scritti che sono stati letti ieri sera, lunedì 25 novembre, a Trecate, in occasione della fiaccolata contro la violenza sulle donne. Una poesia di Alda Merini, uno scritto di Luciana Littizzetto, voci diverse per trasmettere un unico messaggio. Un messaggio rivolto a tutte le donne e in particolare a Barbara Grandi, la 37enne trecatese uccisa a coltellate neanche una settimana fa. Sono stati quasi 500 le persone che hanno partecipato. «Quando succedono queste tragedie, – dice il questore Rosangela Lavezzaro, pensando all’episodio trecatese, prima di tutto come donna – leggo sempre un certo tratto di debolezza riferito alle donne. La donna è sempre portata a perdonare, a fare un passo indietro, a dare una seconda possibilità pensando che sarà l’ultima volta. Spesso però la letteratura dice il contrario. Una debolezza che porta a essere a rischio, ma anche la vera forza di una donna: la sensibilità profonda».

 

 

 

A fare da eco il sindaco Federico Binatti: «Grazie a tutti per la presenza, oggi ancora più fortemente degli altri giorni e pensando all’episodio che ha colpito la nostra città, esprimiamo il nostro No contro la violenza sulle donne. Un No che non sia solo una parola, ma un fatto concreto». I cittadini in silenzio hanno percorso il quadrilatero che circonda la piazza. Poi un minuto di silenzio.

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Intanto ieri mattina, lunedì 25 novembre, all’Istituto di Medicina legale di Novara è stato eseguito l’esame autoptico sul corpo di Barbara Grandi; un esame che, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe confermato il quadro emerso già da un primo sommario esame: decine e decine di coltellate, forse settanta, forse di più, inferte con un’arma da taglio, su tutto il corpo. I colpi mortali quelli al torace che hanno leso organi vitali.

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