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Crack Qui ticket, Ascom: «Entro gennaio l’ultima chance per i creditori»

L'ultima carta per baristi e ristoratori è «accedere al fallimento». A febbraio l'associazione di categoria aveva attivato lo sportello «Sos buoni pasto», con un servizio di consulenza legale. «Nei mesi scorsi, tramite questo servizio alcuni dei nostri associati erano riusciti a sottoscrivere dei piani di rientro. Da quanto ci risulta la società ha pagato 2 o 3 fatture, ma poi si è fermata»

Crack Qui ticket, Ascom: «Entro gennaio l’ultima chance per i creditori». «La situazione ormai è drammatica: abbiamo associati che vantano crediti da 500 a 10.000 euro, ormai l’unico modo per sperare di vedersi restituire qualcosa è accedere al fallimento». Anche Ascom Novara, proprio in questi giorni, è alle prese con i risvolti del fallimento Qui ticket, che solo in città ha provocato mancati introiti per centinaia di migliaia di euro, fra baristi e ristoratori. A febbraio l’associazione di categoria, negli stessi giorni in cui era scattato lo «sciopero del buono pasto», aveva attivato lo sportello «Sos buoni pasto», con un servizio di consulenza legale. «Nei mesi scorsi, tramite questo servizio – spiegano da Ascom – alcuni dei nostri associati erano riusciti a sottoscrivere dei piani di rientro. Da quanto ci risulta la società ha pagato 2 o 3 fatture, ma poi si è fermata. E ora ovviamente è tutto congelato, neppure questi accordi hanno più alcuna efficacia, per questo negli ultimi giorni abbiamo inviato a tutti un’informativa, in cui spieghiamo cosa si può fare».

«L’udienza della verifica del passivo è fissata per il 20 febbraio 2019, con termine fino a 30 giorni prima per presentare le domande di ammissione al passivo ex art.93 legge fallimentare – si legge nella nota diffusa agli associati – Una volta dichiarato il fallimento della società, i creditori possono fare valere le proprie pretese solo presentando tale domanda, non potendo ottenere il rimborso dei buoni pasto attraverso le iniziative eventualmente presentate in sede ordinaria (es. lettera di messa in mora, ricorso per decreto ingiuntivo, pignoramento, ecc). A tal fine ricordiamo che tramite lo sportello “Sos buoni pasto” viene offerta la possibilità di rivolgersi a un legale in convenzione».

Non resta dunque che mettersi in coda fra i creditori ma, anche secondo gli addetti ai lavori, con l’unica certezza che sarà praticamente impossibile recuperare il 100% delle cifre sinora perse. Per informazioni è possibile contattare lo sportello ai seguenti recapiti: 0321 614411 o altopiemonte@confcommercio.net.

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