Cronaca Salute

Contro la fuga all’estero, la campagna dell’Ordine dei medici

Il presidente D'Andrea: «a mancare saranno gli specializzati, perché le Scuole di specializzazione non bastano ad accogliere tutti i laureati e creano specializzati in numero insufficiente per sopperire a quanti andranno in pensione»

Saranno 14 mila i medici di famiglia e specialisti che mancheranno all’appello nei prossimi quindici anni. Anche l’Ordine dei medici della provincia di Novara partecipa, infatti, alla campagna “Offre l’Italia” lanciata dalla Federazione nazionale degli Ordini (Fnomceo) con l’obiettivo di sensibilizzare gli italiani sul problema della carenza di medici di medicina generale e specialisti, e sulle possibili soluzioni.

“Laureata a Milano, medico a Berlino. Offre l’Italia” e ancora “Laureato a Bari, anestesista a Parigi. Offre l’Italia” sono gli slogan che campeggiano sui manifesti che da oggi tappezzano la città di Novara: due giovani che lasciano l’Italia e vanno all’estero per potersi specializzare. E che non tornano all’Italia, il Paese che li ha formati: ognuno di loro è costato all’Italia 150 mila euro, un investimento di cui il nostro Paese non potrà godere.

«Quando si dice che a breve mancheranno i medici – spiega il dottor Federico D’Andrea, presidente dell’Ordine novarese – si dice una mezza verità. Nel senso che a mancare saranno gli specializzati, perché le Scuole di specializzazione non bastano ad accogliere tutti i laureati e creano specializzati in numero insufficiente per sopperire a quanti andranno in pensione. Per questo non ha alcun senso la proposta di aprire gli accessi alla facoltà di Medicina, cosa che non farebbe che ingrandire la massa di medici che non riescono ad accedere alle Scuole di specializzazione e rimangono prigionieri nel cosiddetto imbuto formativo».

 

 

Per la Fnomceo, dunque, la ricetta è un’altra: aumentare il numero delle borse di specialità; incrementare i posti per il Corso di Medicina Generale; contrattualizzare gli specializzandi dell’ultimo anno, liberando così risorse per altre 5000 borse; recuperare i fondi delle borse abbandonate, che oggi vanno persi.

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