Cronaca In città

Consiglio comunale, primo sì al teleriscaldamento con un voto trasversale

Approvato con il voto di una maggioranza ‘trasversale’ e l'astensione dei tre soli rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Canelli: «Un atto di indirizzo collegato a uno schema di convenzione». In apertura di seduta un riconoscimento per il giovanissimo Riad Rachiq

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Teleriscaldamento a Novara, sarà la volta buona? Con il voto di una maggioranza ‘trasversale’ e l’astensione dei tre soli rappresentanti del Movimento 5 Stelle il Consiglio comunale di Novara ha approvato stamattina una delibera riguardante un atto di indirizzo e uno schema di convenzione per la realizzazione di un intervento su grande scala per la manomissione del suolo e per l’occupazione del sottosuolo con posa di condotte per il teleriscaldamento sul territorio del capoluogo.

 

 

 

Non certo un progetto, ha subito detto il sindaco Alessandro Canelli nel presentare il documento, «ma un atto di indirizzo collegato a uno schema di convenzione», come già detto. E chi manifesterà interesse dovrà attenersi inderogabilmente a dodici criteri illustrati dal primo cittadino che svariano dal soddisfacimento delle esigenze comuni al recupero delle fonti energetiche, dalla tempistica sino ai vantaggi per le tasche dei cittadini. A decidere l’assegnazione sarà poi una commissione di esperti nominata da Palazzo Cabrino ma i cui costi saranno a carico del privato che destinato a diventare partner.

Una proposta che ha trovato una sostanziale “apertura di credito” da parte dei rappresentanti del Pd. Per l’ex sindaco Andrea Ballaré «le motivazioni sono concettualmente condivisibili», anche se non ha mancato di ricordare come di teleriscaldamento si  sia cominciato a parlarne in città fin dal 2006 e che il primo progetto, a lungo sbandierato dall’allora primo cittadino Massimo Giordano dopo la sua “trionfale” rielezione, si concluse con un nulla di fatto, dopo che si sono «evitati strascichi simili a quelli che hanno interessato lo Soorting». Seppure con diverse sfumature il sì dei “dem” è giunto dopo l’approvazione di due amendamebti alla delibera, ma soprattutto a condizione «che il Consiglio comunale sia costantemente aggiornato sulla cosa, passo dopo passo».

Da una possibile realizzazione di un progetto che si presenterà sicuramente invasivo per la città all’eventualità che la città si doti di un nuovo Piano regolatore. L’idea l’ha lanciata l’ex vicesindaco (oggi consigliere del Pd) Nicola Fonzo: «L’attuale Prg risale al 1980 – ha detto – Dopo quasi quattro decenni gli scenari della città sono mutati. Dico questo per ovviare anche ai vari interventi di modificazione allo strumento urbanistico vigente che siamo chiamati a votare». Una proposta, a quanto pare, non lasciata cadere da Canelli. Se ne riparlerà insomma.

Per il resto la seduta di Palazzo Cabrino si era aperta con l’annunciata surroga, nel gruppo della Lega, del dimissionario (ora assessore regionale) Matteo Marnati con Giuseppe Valotti, ma soprattutto con un importante ricoscimento (una medaglia e una pergamena) tributato a Riad Rachiq, 10 anni, di origine marocchina che nei mesi scorsi si rese protagonista di un importante gesto in occasione di un incendio che aveva interessato un appartamento a Sant’Agabio. Grazie alle sue sollecitazioni i soccorritori erano stati in grado di salvare una donna e il suo bambino.

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