Cronaca In provincia

Comuni debitori per 500 mila euro nei confronti del Cisa Ovest Ticino

Una situazione che riguarda i sei Comuni appartenenti al Consorzio. Sindaci e amministrazioni condividono lo stesso parere: «Serve un intervento dall'alto per non mandarci in crisi»

Sono in tutto 555mila a cui ne vanno aggiunti altri 325mila gli euro che il Cisa Ovest Ticino ha chiesto ai sei comuni che appartengono al consorzio: una voce di spesa che si riferisce a maggiori provvedimenti dell’autorità giudiziaria e che la Regione Piemonte non finanzia.

«Durante l’estate – spiega il presidente del Consorzio Renzo Moletti – ci siamo trovati ad affrontare con il nuovo direttore, Stefania Demarchi e lo staff amministrativo, questo problema di carattere economico che avrebbe potuto creare grosse difficoltà all’ente e ai servizi erogati ai cittadini, problema che riguarda una voce di spesa in particolare, quella degli interventi sui minori». Grosse difficoltà all’ente perché i finanziatori di questi servizi sono proprio i Comuni. La Regione Piemonte, a differenza di altri territori non finanzia la spesa di minori in comunità, non compartecipa quando ci sono provvedimenti o disposizioni del Tribunale: ciò significa che tali costi si riverberano necessariamente sui Comuni. La spesa non è prevedibile, inteso come contesto sociale, mancando alcune misure di prevenzione, che intercettano i minori con disagio, è più probabile che accadano situazioni di pregiudizio per i minori. Una situazione che si sta cronicizzando.

 

 

Questa importante somma necessaria al Cisa è stata quindi ripartita fra i sei comuni che appartengono al consorzio, Cameri, Cerano, Galliate, Romentino, Sozzago e Trecate, ai quali si è aggiunto il Cisa 24 per un bacino totale di 90mila utenti.

Un problema per cui si è dovuto intervenire in brevissimo tempo: «Rispetto alle problematiche minorili – spiega Demarchi – occorre intervenire subito, anticipare le possibili emergenze future, agire in prevenzione per la tenuta dei nuclei familiari, per la coesione sociale e il benessere della comunità futura. In passato i minori in carico ai servizi sociali appartenevano principalmente a nuclei familiari con problemi di povertà culturale ed economica, oggi la conflittualità familiare, il disagio relazionale e la multiculturalità, sono tra i problemi emergenti e coinvolgono più classi sociali».

Il presidente parla anche di un problema che potrebbe impattare in futuro sulla sostenibilità del servizio, ossia «le tariffe (rimborsate al consorzio dall’Asl e Regione) sui servizi, per anziani e portatori di handicap. Le tariffe per questi ultimi non subiscono modifiche dal 1997, mentre quelle per anziani risalgono al 2013. Anche gli adeguamenti economici rispetto al costo della vita, non sono allineati e da quasi un decennio non vengono riconosciuti. Per non scaricare esclusivamente sui comuni la spesa, – conclude Moletti – occorrono oltre ad interventi di carattere economico da parte degli organismi sovraordinati, anche la revisione del piano a sostegno dei minori e l’introduzione o re-introduzione di strumenti di prevenzione e cura».

Quanto pagano quindi i Comuni? Qual è l’incremento da versare? Tutti hanno utilizzato l’avanzo di amministrazione, in modo da non incidere sulla spesa corrente. Il totale è stato suddiviso fra i sei enti a seconda della percentuale di popolazione. Il Comune che versa di più è quello di Trecate che ha approvato la variazione di bilancio nell’ultimo consiglio comunale per 190mila euro con i 35 minori inseriti sul territorio trecatese. «E’ una somma che dobbiamo versare, – aveva precisato l’assessore Rossano Canetta quando la minoranza aveva chiesto delucidazioni in merito – è una situazione che sta crescendo sempre più in modo esponenziale e che si spera possa arrivare in Regione per poter trovare un rimedio».

Segue poi Galliate, che versa 143mila euro: «Problema risolto per l’anno 2019 ma è una problematica che si potrebbe protrarre anche nei prossimi anni e così stiamo pensando, anche con gli altri Comuni, di incrementare dal principio la quota, anche se non è facile fare previsioni. Ne parleremo nelle assemblee dei sindaci. I Comuni devono rispettare la sentenza dei giudici».

A Cameri spetta un incremento di circa 99mila euro e i minori del territorio sono circa una decina. «Sono uscite che non dipendono dai Comuni, – commenta l’assessore Simone Gambaro – per fortuna non si va a incidere sulla spesa corrente, ma è normale che così facendo si stanziano poi meno risorse, e il problema è che si tratta di spese che non vanno a esaurirsi».

Cerano contribuisce con circa 61mila euro per 15 minori, 12 sotto autorità giudiziaria, 8 che vivono in comunità, 5 in luoghi neutri  di mediazione famigliare, 6 in affido extra famigliare e poi c’è anche una persona vittima di violenze; e anche l’assessore Monica Aina sottolinea il problema del non poter quantificare per tempo la somma da destinare; per Romentino la somma è di 51mila euro, «se non intervengono stato o regione i comuni per il futuro saranno in crisi», dice il sindaco Marco Caccia.

Infine Sozzago: il Comune versa come spesa straordinaria circa 9mila euro. «E’ chiaro che il nostro bilancio è diverso da quello degli altri comuni e abbiamo preventivato una spesa aggiuntiva perché non è stata comunque una sorpresa questa notizia del contributo straordinario».

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