Cronaca In città

Comune: 829 sanzioni, 158 per prostituzione

Nuovo Regolamento di Polizia urbana, in vigore da alcuni mesi, e relative sanzioni al centro dei lavori della commissione consiliare. Nell’ambito degli interventi anti prostituzione solo 10 le sanzioni ai clienti

La Commissione consiliare riunitasi nel pomeriggio di giovedì e chiamata a prendere in esame i dati riguardanti le sanzioni elevate dall’inizio dell’anno e sino al 12 ottobre scorso per le violazioni al nuovo Regolamento di Polizia urbana si è conclusa con una nuova contrapposizione fra i due schieramenti politici. Da una parte il centro – sinistra, ieri (con Ballarè) al Governo del Comune; dall’altra il centro – destra, a ruoli invertiti.

 

 

Accuse e controaccuse sulla presunta “sicurezza” percepita in città e sul ruolo che dovrebbe svolgere lo stesso strumento del Regolamento, più “punitivo” per la maggioranza, “deterrente” per la minoranza.

Per il resto, l’assessore alla Sicurezza Luca Piantanida e il comandante della Polizia locale Pietro Di Troia hanno risposto ai quesiti esposti dai commissari, con il primo che ha ribadito prima di tutto la volontà dell’Amministrazione di non apportare modifiche allo stesso regolamento.

Prendendo in esame il lungo elenco delle violazioni (che Piantanida aveva già del resto presentato in Consiglio comunale) è emerso che quelle riconducibili all’articolo 20 (prostituzione su strada) sono state in tutto 158, di cui 131 elevate a donne e “solo” 10 ai “clienti”, suscitando la reazione della “dem” Emanuela Allegra, che si è domandata il perché di questa enorme differenza. Del resto, se il mestiere più antico del mondo continua ad esistere è perché continua prima di tutto a esserci una domanda maschile.

Da qui la necessità, come ha precisato Piantanida, «di lavorare in ambito preventivo, cercando di convincere diverse di questa donne a rivolgersi alle strutture di protezione. Impossibile, al momento, quantificare quante di loro ci sono riuscite. Il percorso coinvolge infatti anche i Servizi sociali».

La prevenzione potrebbe essere attuata magari con una maggiore presenza di agenti sul territorio. Peccato, però, che l’attuale organico (64 unità rispetto ai 67 richiesti), ha spiegato Di Troia, «non ci consente l’organizzazione del servizio dopo l’1 di notte. Possiamo solo smistare le telefonate giunte al nostro centralino ai Carabinieri o alla Polizia di Stato».

Al di là della prostituzione, visto poi che le violazioni complessivamente accertate sono state 829 un’altra esponente del Pd, Sara Paladini, si è invece chiesta «quanto sia la somma introitata dal Comune». Impossible conoscerla. Del resto, per pagare le multe possono passare anche cinque anni…

  1. Avatar
    Francostars

    Affermo che, anche con le nuove disposizioni legislative, le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.
    P.S. I relativi soggetti possono essere sanzionati per evasione fiscale, anche per le tasse locali (art. 36 comma 34bis Legge 248/2006, come chiarificato dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 141/2019).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati