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Coccia, Manfredda: «Sono vittima di stalking istituzionale»

La ex presidente della Fondazione Teatro Coccia accusa il sindaco della situazione che ha portato al provvedimento prefettizio che la solleva dall'incarico. Sulla vicenda è intervenuta anche l'assessore regionale alla Cultura e al Turismo

«Sono vittima di un incredibile stalking istituzionale». Non ha mezzi termini, anche comprensibilmente, l’ormai ex presidente della Fondazione Teatro Coccia, Carmen Manfredda, che nella tarda serata di ieri ha ricevuto la notifica di provvedimento della Prefettura che la solleva dal suo incarico insieme a tutto il CdA.

«Non voglio andarmene passando per il capro espiatorio di questa vicenda che va avanti da un anno – prosegue – i veri colpevoli sono il sindaco Alessandro Canelli e il segretario comunale Giacomo Rossi. Mi riserverò del tempo per rileggere attentamente il provvedimento prefettizio e valutare se ci siano gli estremi per l’impugnazione. Ma senza fretta, ci sono trenta giorni di tempo e per il momento voglio godermi un po’ di libertà».

Nei confronti del nuovo CdA, Manfredda non ha rancori, tanto che nella giornata di oggi ha avuto uno scambio telefonico con il neo presidente Massimiliano Atelli, già presidente della Fondazione Castello, magistrato della Corte dei conti, anche per parlare di una questione tecnica piuttosto urgente che riguarda le smart card ovvero le carte di attivazione del nuovo sistema di biglietteria automatizzata utilizzato anche dal Teatro Coccia: «Le smart card sono di norma intestate al legale rappresentante – spiega Manfredda – e a oggi compare ancora il mio nome; per evitare che il Teatro venga e a trovarsi nella condizione di non poter più erogare biglietti, ho comunicato ad Atelli che potrà continuare a utilizzare il mio nome fino a che non sarà terminata la procedura di aggiornamento con la sua intestazione. Per il resto, ci conosciamo da tempo e abbiamo parlato un po’ di tutto. Mi sembra che questo nuovo CdA comprenda elementi molto validi, auguro a tutti buon lavoro. Se lo meritano anche i dipendenti del Teatro, persone intelligenti e comprensive, sono i nostri migliori giudici».

 

 

 

Resta, poi, aperta tutta la questione sollevata nei giorni scorsi dalla stessa ex presidente riguardante i presunti 1.038 biglietti in più stampati dopo l’inizio dello spettacolo, (tre in particolare Gianni Schicchi, Meno grigi più verdi, Fortunio Fantasio) con lo scopo di accrescere il numero degli spettatori. Cifre che Manfredda ha verificato notando che il numero dei biglietti erogati non corrispondeva con quello delle persone in sala: «Quando me ne sono accorta, ho subito chiesto spiegazioni scritte sia alla direttrice Corinne Baroni che alla responsabile amministrativa Silvana Sateriale. La faccenda, però, doveva rimanere interna al Teatro, non so come ci sia stata questa fuga di notizie. Si tratta di una questione spinosa di cui il nuovo CdA dovrà occuparsi fin da subito».

Sulla vicenda è intervenuta anche l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo, Antonella Parigi, che non ha risparmiato espressioni di rammarico per il mancato coinvolgimento della Regione: «Prendo atto con dispiacere di questa notizia, consapevole che tale passaggio rappresenta un fallimento non solo per la Fondazione, ma per la città e la Regione, a maggior ragione perché riguarda un ente che fino a poco fa era un’eccellenza riconosciuta anche al di fuori dei confini regionali. Prendiamo altresì atto, come giunta regionale, di non essere stati né coinvolti né informati nel corso di tutta questa delicata fase del teatro, così come, al di fuori del nostro ruolo di finanziatori, non siamo partecipi delle strategie dello stesso». Con un avvertimento: «Riteniamo dunque – conclude – che l’impegno della Regione possa proseguire solo successivamente alla condivisione di obiettivi e linee d’indirizzo».

Leggi anche Coccia, la Prefettura solleva Manfredda e l’intero CdA della Fondazione

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