Cronaca In città

Coccia, Beltrami: «Invitatemi in Comune e vi darò risposte»

Dopo essere stato chiamato (indirettamente) in causa, il direttore musicale del Teatro Coccia interviene su alcuni aspetti riguardanti l'intricatissima questione che da ormai un anno ruota intorno alla Fondazione

Coccia, Beltrami: «Invitatemi in Comune e vi darò risposte». Chiamato (indirettamente) in causa la scorsa settimana dalla consigliera comunale Sara Paladini durante la conferenza stampa indetta dal Pd, il direttore musicale del Teatro Coccia, Matteo Beltrami, interviene su alcuni aspetti riguardanti l’intricatissima questione che da ormai un anno ruota intorno alla Fondazione Coccia.

A cominciare dalla decisione di modificare il cartellone della stagione 2018/2019 rispetto a quello che era stato inviato al Ministero: «La domanda ministeriale che viene inviata ogni anno – spiega Beltrami – quella preposta all’ottenimento dei finanziamenti da parte del MiBact, rappresenta un programma di massima con numeri e situazioni che nel corso dei mesi possono essere modificati, una proposta che fa seguito ad accordi verbali o a dichiarazioni di intenti con gli artisti quando ancora non ci sono contratti firmati. Ma questo fa parte delle scelte artistiche tanto che il lavoro vero e proprio viene fatto nei mesi successivi all’invio della domanda ministeriale, quelli che all’esterno sembrano essere tempi morti e che, invece, per il teatro sono i più laboriosi. Poi a fine anno il ministero chiede conto di quanto è stato fatto e nel momento in cui si invia la domanda per la nuova stagione, si spedisce anche la rendicontazione di quella passata».

Durante la conferenza stampa la consigliera Paladini si è chiesta come mai il cartellone della nuova stagione è stato ampliato nonostante il CdA convocato un anno fa aveva messo in luce una serie di difficoltà economiche: «Non so a quali difficoltà economiche si faccia riferimento – continua Beltrami – ma il CdA e il direttore di allora hanno approvato un bilancio dichiarando una certa cifra, io l’ho ereditata e su quella ho lavorato. Bisogna anche considerare che un anno fa ancora non eravamo ancora stati privati dei finanziamenti regionali e di quelli delle fondazioni bancarie».

 

 

Per quanto riguarda l’ampliamento del cartellone? «È vero che Gianni Schicchi non compariva nella domanda della stagione 2018/2019, ma il motivo è molto semplice – prosegue Beltrami – il budget per l’allestimento dell’opera inaugurale, Rigoletto, è stato rimpicciolito di molto, ma nonostante questo i registi hanno fatto un ottimo lavoro che è stato apprezzato da pubblico e critica, e questa è la dimostrazione che si può fare uno spettacolo di livello anche con un budget minore. Quello che abbiamo risparmiato, lo abbiamo investito per realizzare proprio Gianni Schicchi, come degna conclusione dell’Accademia di canto lirico e direzione d’orchestra, spendendo, tra l’altro, anche meno di quello che era avanzato da Rigoletto».

Restano, però, ancora molti dubbi e nodi da sciogliere: «Con domande precise nelle sedi adeguate  – conclude Beltrami – sarà disponibile a dare tutte le risposte necessarie, ovviamente  per quanto riguarda le questioni artistiche che sono quelle di mia competenza».

E il prossimo appuntamento pubblico sul tema della Fondazione Teatro Coccia è in programma per lunedì 4 febbraio con una commissione consigliare ad hoc.

 

Sulla vicenda leggi anche

Coccia, Pd: «I conti non tornano, vogliamo spiegazioni»

CdA Coccia, «Intervenga il sindaco a sollecitare la Prefettura»

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati

AdnKronos

Luglio e agosto i mesi più critici

Luglio e agosto i mesi più critici

A rischio normali adolescenti che non percepiscono il pericolo Napoli, 14 giu. (AdnKronos Salute) – Con l’inizio delle vacanze scolastiche,