Cronaca Sport

Cittadella dello sport? Per la Fidal Novara è un “nì”

«Soddisfazione ma anche sconcerto". Paolo Canazza, presidente del Comitato Provinciale di atletica leggera, risponde alle dichiarazioni rilasciate ieri a La Voce dal sindaco Alessandro Canelli

Non si sono fatte attendere le prime reazioni in merito alle dichiarazioni sulla Cittadella dello sport rilasciate ieri a La Voce (leggi qui) dal sindaco Alessandro Canelli.  Una di queste arriva direttamente da Paolo Canazza, presidente del Comitato Provinciale Fidal Novara. «Soddisfazione ma anche sconcerto – spiega il numero uno dell’atletica leggera novarese – sono i sentimenti che mi hanno accompagnato durante la lettura delle dichiarazioni a mezzo stampa da parte del sindaco Canelli in merito al progetto della nuova cittadella dello sport. Soddisfazione perché quando un progetto di simile impatto, volto alla completa riqualificazione degli impianti sportivi cittadini, viene concretamente portato alla luce, un generale plauso deve essere rivolto da tutte le componenti sportive, comprese quelle istituzionali, una delle quali la mia persona, in rappresentanza della FIDAL di Novara, incarna».

Ma c’è un rovescio della medaglia
Scendendo nel dettaglio, tuttavia, la soddisfazione ha lasciato lo spazio a un certo sconcerto per quel che ho letto a proposito dei piani relativi al campo di atletica leggera “Andrea Gorla”. La possibile realizzazione di campi di calcio all’interno del prato del campo è qualcosa che, come Federazione di Atletica Leggera novarese, riteniamo profondamente sbagliata, soprattutto concettualmente.

A cosa si riferisce?
Innanzitutto ciò renderebbe complicata la pianificazione sia di allenamenti che di eventi riguardanti i lanci lunghi martello, disco e giavellotto all’interno del campo e ricorderei che negli ultimi tre anni tutte le manifestazioni del Grand Prix Piemonte di Lanci si sono svolte a Novara con presenze di atleti prestigiosissimi, azzurri e olimpionici. Ma soprattutto si creerebbero grossi problemi di convivenza tra le squadre di calcio e i frequentatori della struttura che, lo ricorderei, non sono solo praticanti dell’atletica leggera, già questi circa 350 tra soli tesserati delle tre squadre della città, ma anche studenti delle scuole o atleti di società sportive di altre discipline che svolgono preparazione fisica presso l’impianto di viale Kennedy. E’ la storia che dice questo: basta chiedere a chi vive questa situazione di contingenza, soprattutto nei piccoli centri, per avere un feed back.

Una soluzione dunque incompatibile?
Rammenterei che, peraltro, la scelta di inserire campi di calcio all’interno di strutture dedicate all’atletica così come, viceversa, di costruire anelli in tartan attorno a campi di calcio, è un’idea vecchia e sorpassata. Anche chi si dedica al calcio rivendica da anni la necessità di strutture proprie perché le specificità di questo sport mal si sposano con quelle di altri.

 

 

 

Non le sembra di essere un po’ di parte?

<<Può sembrare che io reciti la parte del difensore d’ufficio del mio sport: in parte è vero, ma io sono prima di tutto un cittadino che si rende perfettamente conto che il campo di atletica è, al momento, l’unica struttura polivalente aperta ai cittadini per fare sport di base: si stanno creando sempre più spazi dedicati solo a professionisti dello sport, palazzetti, campi di calcio, palestre, ovvero a chi è iscritto a un club privato e pratica una disciplina specifica, ma si forniscono sempre meno spazi liberi a chi vuole solo praticare attività fisica con pochi vincoli. Ad esempio il popolo dei podisti e dei camminatori che non ha spesso altra casa, e stiamo parlando di un potenziale di altre almeno 250 persone tesserate, più altre appartenenti a Enti di Promozione Sportiva che non posso quantificare. Ecco, su questo lavoriamo>>

Per raggiungere quale obiettivo?

<<E’ anni che sollecitiamo che a Novara si ridia dignità alla struttura di viale Kennedy e gli uffici dell’assessorato allo sport conoscono benissimo le battaglie condotte. In Piemonte, Novara è l’unica realtà capoluogo di provincia a non avere un campo di atletica con pista rinnovata: sono ormai passati più di 18 anni dall’ultima posa del manto sintetico. L’anno scorso sono state re-inaugurate le piste di Alessandria e Domodossola e Verbania è stata rinfrescata. Asti è stata rimessa a nuovo due anni fa, Biella tre, Torino ha più d’un impianto a norma, mentre Cuneo e Vercelli, che già sono in condizioni migliori di Novara, saranno rinnovate nel 2019. E vi sono nuovi impianti inaugurati da pochi mesi a Mondovì, Fossano, Chieri e Strona. Novara non può e non deve restare indietro e il progetto presentato va sicuramente in questa direzione, ma deve essere corretto il tiro.

Quali iniziative pensate di intraprendere?

<<Confido di poter incontrare il sindaco Canelli e l’assessore Chiarelli a breve per spiegare il nostro punto di vista e trovare una strada condivisa che metta dei punti chiari e fermi sul futuro del Gorla. Ne va della continuità dello sport novarese di base>>

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