Cronaca In città

Chiusura del cavalcavia e ritardi dei pullman, quale soluzione?

Secondo il presidente Sun, Gaetano D'Aurea, il problema c'è ma la situazione è costantemente monitorata. Al momento, però, non è possibile verificare la localizzazione dei mezzi perchè il sistema gps non funziona

La chiusura del cavalcavia Porta Milano, delimitato al traffico dallo scorso 20 maggio in seguito a ingenti lavori di ristrutturazione che dovrebbero tenere impegnato il cantiere per i prossimi otto mesi, sta generando una serie di rallentamenti alla viabilità sia in entrata che in uscita dalla città. Da una parte un intervento che non poteva più essere rimandato, dall’altra l’interruzione di una tra le più importanti direttrici cittadine; anche le linee Sun, alcune delle quali hanno subito modifiche ai percorsi, accumulano quotidianamente ritardi, a volte anche importanti. Una situazione però, secondo quanto riportato dal presidente, Gaetano D’Aurea, costantemente monitorata: «Al momento  – spiega – la linea più problematica è la 4 perché fa un percorso completamente diverso; abbiamo cercato di integrare le mancate soste con alcuni pullman sostitutivi. Inoltre, dopo la chiusura del cavalcavia, sono stato due giorni sui pullman verificando la situazione: a tutte le corse sono stati aggiunti tre minuti oltre a un cambio in più per gli autisti che altrimenti rimarrebbero al capolinea meno tempo del previsto: questo ha implicato costi in più per l’azienda, ma d’altronde non possiamo non garantire loro le giuste pause».

Sul tema dei ritardi, molti cittadini hanno lamentato il fatto di non poter monitorare le corse attraverso un sistema gps: una soluzione che era stata portata avanti dalla precedente amministrazione comunale, poi abbandonata. Ciò che resta è la app moovit (il cui utilizzo non è di facilissima intuizione) che permette di verificare tutte le percorrenze con orari e fermate, peraltro reperibili anche sul sito di Sun: «In tutto il territorio del Piemonte  – prosegue D’Aurea – è presente il sistema Bip (che consente con una sola tessera di accedere ai servizi di una vasta gamma di mezzi pubblici piemontesi: ndr) ma si sono verificati diversi problemi: la tecnologia doveva essere integrata ed è partita un po’ a rilento, e una delle società di gestione è stata assorbita da un altro gruppo che ci sta creando un po’ di problemi. Insomma, un sistema calato dall’alto per integrare la rete piemontese, ma che al momento funziona solo per i servizi per bigliettazione, registrazione utenti, rinnovo abbonamenti; criticità, invece, ce ne sono per quanto riguarda la sincronizzazione dei servizi e la localizzazione dei mezzi. La soluzione più immediata sarebbe di bandire una nuova gara di appalto per la riassegnare del servizio, ma si tratta di un impegno da 200/300 mila euro che in questo momento non possiamo permetterci. Bisognerebbe, invece, fare un investimento a livello regionale attraverso una politica di integrazione globale per la creazione di un’unica app».

Al momento, dunque, l’unica innovazione è sulla linea 5: «Tempo fa – prosegue D’Aurea – in collaborazione con l’Unione ciechi, abbiamo attivato il servizio di vocalizzazione in modo che tutte le fermate vengono annunciate: un software, però, molto complicato che ogni tanto si blocca».

Quale futuro, dunque, per il trasporto pubblico cittadino? «Quest’anno – dichiara il presidente – mi piacerebbe intraprendere la strada del 5G; a questo proposito sto prendendo contatti con la Tim che, in via sperimentale, potrebbe attivare una serie di servizi integrati. Nel frattempo stiamo per inaugurare sette nuovi mezzi ecologici a metano per un investimento di 800 mila euro, finanziato per metà dalla Regione e metà da Sun; i mezzi saranno destinati su un po’ su tutte le linee, tranne al linea 5 dove viaggiano quelli elettrici».

 

 

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