Cronaca Giudiziaria

Cerca di investire gli amici in auto, condannato a 8 mesi per lesioni

Questa la sentenza emessa questa mattina dai giudici del tribunale di Novara per un novarese poco più che ventenne finito a processo con l’accusa di tentato omicidio per aver cercato di investire una coppia di amici

A processo con l’accusa di tentato omicidio, condannato a 8 mesi per lesioni, pena tra l’altro già interamente scontata con la misura cautelare. Questa la sentenza emessa questa mattina dai giudici del tribunale di Novara per un novarese poco più che ventenne finito a processo con l’accusa di tentato omicidio per aver cercato di investire una coppia di amici.

Tutto era accaduto nella tarda serata del 4 ottobre di due anni fa nella zona nord di Novara. I tre, il proprietario dell’auto (poi finito a processo), un amico e una ragazza, erano andati insieme ad una festa dalla quale erano venuti via tutti e tre a bordo della vettura del ventenne.

 

 

Gli animi in realtà si erano già accesi per una discussione ma il culmine, che avrebbe innescato la reazione del ventenne, era stato il fatto che l’amico, che stava mangiando un panino, gli aveva sporcato il sedile dell’auto. Lui aveva bloccato la macchina, i due amici erano scesi, e poi lui, ingranata la marcia, aveva cercato di investirli. Nessuno dei due amici aveva riportato lesioni e nessuno, tra l’altro si è costituito parte civile al processo «ma la vicenda – aveva sostenuto il pubblico ministero, che aveva chiesto la condanna a 5 anni di reclusione – avrebbe potuto avere un epilogo diverso».

Per la difesa nessun tentativo di investimento. «Che l’auto sia un mezzo idoneo per causare la morte è pacifico – aveva sostenuto il difensore – Ma ha percorso tre metri, a velocità bassa, e di mezzo c’era anche il marciapiede: impossibile pensare, con quel tipo di utilitaria, di riuscire a salire; i due ragazzi si erano anche picchiati e l’altro (l’amico, ndr) aveva anche rotto un finestrino dell’auto. Non solo: quando la macchina si è fermata contro il marciapiede, l’amico, anziché fuggire, come ci si aspetterebbe da una persona che ha paura di essere investita, è sceso dal marciapiede più volte sfidandolo; e con un calcio aveva sfondato il parabrezza dell’auto. La ragazza poi era anche protetta dalle transenne».

Il difensore aveva chiesto l’assoluzione, quantomeno con formula dubitativa, per l’accusa di tentato omicidio. Questa mattina la sentenza: reato riqualificato da tentato omicidio a lesioni e condanna a 8 mesi.

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