Cronaca In città

Centoventi senatori si mobilitano per Ahmadreza Djalali

Interpellanza promossa dalla senatrice novarese dei Pd Elena Ferrara, mentre si moltiplicano le iniziative per la revoca della condanna a morte e la scarcerazione del medico iraniano per anni attivo a Novara

Si allarga la mobilitazione a favore della liberazione di Ahmadreza Djalali, il medico iraniano che ha lavorato per quattro anni a Novara, all’Università del Piemonte Orientale, come ricercatore capo al Crimedim, il Centro di ricerca in medicina di emergenza e delle catastrofi, e ha collaborato all’estero per anni con ricercatori italiani, israeliani, svedesi, americani e del Medio Oriente.

Il dotto Djaiali, che è sposato e ha due bambini che vivono in Svezia con la madre, è stato arrestato nel suo paese sotto l’accusa di spionaggio, e condannato a morte.

Per la revoca della condanna e la immediata scarcerazione di Djaiali si erano espresso già ieri esponenti del mondo politico e accademico. Il consiglio Regionale del Piemonte ha approvato ieri due risoluzioni all’unanimitò. L’assessore alla sanità Antonio Saitta, a nome della Giunta Regionale, ha pure chiesto la liberazione del medico.

E oggi oltre un terzo dei membri del Senato della Repubblica, di tutti i gruppi parlamentari, ha sottoscritto un’interpellanza urgente al Ministro degli Esteri Angelino Alfano per scongiurare l’esecuzione . Lo comunicano la Sen.ce a vita Elena Cattaneo, il Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, Sen. Luigi Manconi, e la Sen.ce Elena Ferrara, promotori dell’iniziativa.

L’interpellanza chiede di “conoscere quali iniziative il Governo italiano abbia adottato nei mesi scorsi, come dichiarato dal Ministro degli Esteri Angelino Alfano il 23 ottobre 2017, e quali ulteriori passi intenda tempestivamente adottare alla luce dell’aggravarsi della situazione, sia attraverso la propria Sede diplomatica, sia coinvolgendo le Istituzioni europee ed in particolare l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, per scongiurare l’esecuzione della sentenza di messa a morte e restituire alla libertà il dr. Ahmadreza Djalali”.

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