Cronaca In città

Campo Tav, la cooperativa Emmaus degradata a portiere

Affidato fino al 31 marzo con una determina del dirigente dei servizi sociali un servizio di pura vigilanza degli ingressi della struttura di via Alberto da Giussano

Sono stati per otto anni gli angeli custodi di una delle realtà sociali più complesse tra quelle createsi in città, quel Villaggio Tav che, voluto nel 2010 dell’amministrazione Giordano, cresciuto a dismisura per alcuni anni, poi avviato alla chiusura dalla giunta Ballarè, è ora in una fase assai poco chiara della sua tormentata esistenza.

Ma dal 1 gennaio gli operatori della cooperativa Emmaus saranno solo i “portieri” della struttura di accoglienza. È quello che prevede una determina approvata il 4 gennaio e pubblicata oggi all’albo pretorio del Comune di Novara. Il provvedimento firmato dal dirigente dei servizi sociali Marco Brusati assegna il servizio per l’importo complessivo di 47.458 euro comprensivi di Iva, e indica come obiettivo del servizio affidato  quello di «impedire eventuali utilizzi inappropriati dei
moduli abitativi non occupati o danneggiamenti al patrimonio immobiliare/mobiliare presente»,

Niente di più quindi che un servizio di vigilanza, che infatti viene definito “portierato” e, se non bastasse, viene collocato «nelle more della definizione procedure per l’affidamento del servizio di vigilanza di tutti gli immobili comunali».

Scompare quindi qualsiasi velleità di gestione degli aspetti sociali del campo, una dimensione molto delicata come molti fatti accaduti in passato hanno dimostrato.

 

E del resto risulta ancora piuttosto nebuloso il percorso che l’amministrazione immagina per i servizi di accoglienza. A fronte della ribadita volontà di completare lo svuotamento del campo Tav, la determina certifica che al momento sono presenti ancora 190 persone appartenenti ad almeno 40 nuclei familiari, il cui destino dovrebbe essere quello di lasciare le strutture di via Alberto da Giussano.

E come è noto, dal 1 aprile al campo Tav dovrebbe trovare casa anche il dormitorio pubblico attualmente collocato nella ex Caserma Passalacqua.  Una scelta molto discussa ma sulla quale l’amministrazione è intenzionata ad andare avanti

 

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