Cronaca In Piemonte

Caccia, approvata la nuova legge regionale del Piemonte

Una normativa che mancava da sei anni. Massima tutela per le specie tipiche della fauna alpina, divieto di caccia nelle domeniche di settembre

Via libera del Consiglio regionale del Piemonte, con 29 voti a favore, 17 contrari
e due non votanti, alla nuova legge sulla caccia.

L’approvazione è arrivata questa mattina, martedì 12 giugno,al termine di un lungo iter iniziato in Commissione a febbraio e due mesi fa in Aula. In fase di consultazione sono state valutate oltre 600 proposte; 523 sono stati gli emendamenti, di cui 99 quelli accolti.

Il Piemonte era privo di una legge sulla caccia da sei anni. «Le mie congratulazioni e il mio ringraziamento all’assessore Giorgio Ferrero e a tutti coloro che hanno collaborato – commenta il presidente Sergio Chiamparino – a cominciare dalla maggioranza, che ha avuto un
forte ruolo propositivo, per dare finalmente al Piemonte una regolamentazione dell’attività venatoria, senza alcun intento punitivo verso i cacciatori e nel pieno rispetto della tutela dell’ambiente e di tutti i cittadini»

Secondo l’assessore Ferrero la nuova legge regionale sulla caccia «è innovativa, perché coniuga la tutela della fauna con l’attività venatoria, aggiornandola ai nuovi scenari che si sono determinati con il proliferare della fauna selvatica dannosa non solo alle coltivazioni, ma anche alla incolumità dei cittadini, penso ai cinghiali e ai caprioli».

«Se da una parte – aggiunge l’assessore – crescono le specie protette e si fa una particolare attenzione a specie come la tipica fauna alpina, dall’altra, su autorizzazione delle Province o della Città metropolitana, i proprietari dei fondi in possesso di licenza di caccia potranno intervenire sui loro terreni per tutelare le colture».

l testo di legge approvato prevede la massima tutela per 15 specie , completamente escluse dal calendario venatorio, l’obbligo di una prova di tiro per la caccia di selezione, l’aumento della superficie venatoria minima degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini, il riconoscimento della possibilità di commercializzare gli animali abbattuti, e soprattutto, il divieto di caccia nelle domeniche di settembre.

Proprio quest’ultimo punto aveva spinto quasi ottomila cacciatori a scendere in piazza a Torino per sfilare in corteo fin sotto il palazzo della Regione

«La scelta della maggioranza – dice ancora Ferrero – di vietare la caccia nelle domeniche di settembre, una proposta innovativa a livello italiano, da un lato permetterà ai cittadini di frequentare con meno paure boschi e prati, dall’altro garantisce comunque ai cacciatori la possibilità di esercitare l’attività venatoria. Questa legge non fa scelte pro o contro la caccia – conclude – ma tenta di dare risposte ai problemi che le nuove sensibilità e la proliferazione incontrollata di alcune specie sta ponendo ai cittadini e ai territori piemontesi»

 

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