Cronaca In città

Buon compleanno Musa?

Tre anni fa, il 2 febbraio 2015 entrava in vigore il nuovo sistema della sosta in città. Un cambiamento radicale, con obiettivi ambiziosi, che però generò subito grandissime polemiche, fino a condizionare di fatto l'esito elettorale del 2016. Ne riparliamo coni protagonisti

Musa compie tre anni e, adesso, ai novaresi sembra andare bene. O, almeno, non ci fanno più caso. Buon compleanno, allora?

Stiamo parlando del piano di ristrutturazione del sistema cittadino della sosta che fu varato il 2 febbraio 2015 e che è stato da subito al centro di forti polemiche, in particolare per l’introduzione di oltre cinquemila posti auto a pagamento, le cosiddette “strisce blu”. Le critiche montarono, spesso anche strumentalmente, fino ad essere oggetto della campagna elettorale amministrativa dell’anno dopo e, in qualche modo, condizionandone l’esito.

Oggi, invece, sembra ormai accettato dai novaresi che per parcheggiare in città si debba pagare – oltretutto è facilissimo se lo si vuole fare con lo smartphone – e i residenti delle zone interessate, a cui è concessa la sosta gratuita, hanno scoperto che le loro strade sono meno intasate e i posti dove lasciare l’auto si trovano, senza peregrinare (e inquinare) alla ricerca del parcheggio.

Tanto è vero che una controprova sembra venire dall’area di largo Pasteur, sede di uno dei mercatini rionali più vivi, in cui da luglio le strisce dei posti auto sono state “sbiancate” ed è ritornato luogo di soste a lunga permanenza, piuttosto che a servizio del rione e delle attività che vi si svolgono. Anche tra gli ambulanti inizia a serpeggiare qualche malumore e l’amministrazione comunale starebbe studiando – a prova del problema – la regolamentazione con disco orario.

Musa era comunque un piano più ampio e si inseriva in un progetto più ambizioso che prevedeva anche l’allargamento della zona a traffico limitato a tutto il centro storico. Così si sarebbero ottenuti anche maggiori benefici ambientali in termini di riduzione del traffico e dell’inquinamento.

Poi però vi è stato l’incrocio pericoloso con le elezioni e le cose sono andate come è noto.

«Gli effetti politici li abbiamo pagati, ma oggi chiedo una valutazione oggettiva dell’operazione» afferma Andrea Ballarè, sindaco in allora. «Gli effetti sulla città – continua – sono stati positivi: nel centro storico sono stati ridotti i costi del parcheggio, abbiamo liberato aree prima intasate come via Regaldi, abbiamo introdotto la prima ora gratis per avvantaggiare il commercio e anche in periferia ci sono stati più posti. Del resto le auto lasciate l’intera giornata non erano di novaresi ma di chi veniva da fuori. Oggi non sento più lamentele, i cittadini si stanno accorgendo che funziona pur non essendo stato completato».

E aggiunge: «Forse abbiamo sbagliato a voler fare troppo, tutto insieme, rendendone difficile la comprensione e l’accoglimento. Aveva anche un approccio educativo verso la sostenibilità. Volevamo creare una città un pochino più moderna, più “nordica”, a livello di altre simili, poi invece è arrivato Canelli e si torna indietro: per non scontentare lascia fare. E ora Novara è fra le città al top dell’inquinamento».

Per Ballarè «la nuova amministrazione non ha modificato nulla di sostanzioso» ma «ha fatto operazioni antitetiche, ad esempio riportando nuovi parcheggi in centro».

E il sindaco attuale? «Ha sono già tre anni di Musa?» sbotta sorpreso Alessandro Canelli. «Beh, menomale che ne mancano solo sei!». Lo abbiamo sentito mentre già mentre rullano i tamburi della nuova campagna elettorale e, dopo la battuta, chiosa: «Si confermano le perplessità che avevamo dall’opposizione».

Il giudizio resta negativo, ma le motivazioni virano sull’aspetto economico-finanziario: «Si è confermata la debolezza dell’operazione – scandisce Canelli – e la società di gestione, il cui 49% è della Sun, non introita quanto preventivato, va in perdita e mette in difficoltà l’azienda di trasporto pubblico». Inoltre «non mi risulta che vi siano ricadute o miglioramenti ambientali» e «se anche la gente si dimentica e si “abitua”, andava fatto in modo meno impattante, con minori investimenti e con una concessione più breve».

Par di capire che la sostanza del piano non cambierà. «Eh! Abbiamo ereditato contratti scritti e questioni sospese, come i tantissimi permessi per i residenti, molto superiori al preventivato, o gli 800 stalli in meno dei promessi, che in parte abbiamo ridato in centro, perché lo dovevamo. Un’eredità che abbiamo dovuto mediare rischiando le vie legali. Con tali questioni pendenti non potevamo fare molto, ma qualche altro cambiamento arriverà presto».

Chissà, magari sarebbero necessari i controlli dei permessi ai residenti, avviati in via sperimentale sulla base di una semplice autocertificazione e dopo tre anni meritevoli di essere verificati. E sulle eredità quante ne avrebbe da dire Ballaré? Anche proprio su Musa, condizionato dalle scelte precedenti, prima su tutte quella dei vincoli legati al parcheggio sotterraneo, infiocchettato dall’amministrazione Giordano-Moscatelli a pochi mesi dal voto.

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