Cronaca Taccuino del cronista

Annegato al Sesia: «Balneazione vietata in quel tratto di fiume»

Il sindaco di Recetto Enrico Bertone: «Noto come “le tombe”, quel luogo è molto pericoloso, così come il punto che scorre fra la A4 e l'alta capacità. I cartelli ci sono, ma è impossibile pensare di metterli ovunque»

«E’ un tratto del Sesia in cui è vietato fare il bagno, perché molto pericoloso. Così come lo è la zona nei pressi delle opere dell’Alta capacità e delle pile della A4, che creano dei rigurgiti d’acqua davvero pericolosissimi». Così il sindaco di Recetto Enrico Bertone sul tratto di fiume Sesia, in cui ieri ha perso la vita Nour Eddine Benaly, marocchino di 24 anni residente a Novara, attivo nel commercio ambulante. La zona della tragedia è nota come «”Le tombe”: lì il canale Cavour si innesta nel Sesia – continua il primo cittadino – e ci sono dei manufatti simili a delle lapidi».

Il divieto di balneazione e la pericolosità della zona sono segnalate? «C’è un’ordinanza che la vieta e ci sono dei cartelli, ma ovviamente è impossibile riuscire a posizionarli ovunque – ammette Bertone – Ma quel punto è davvero pericoloso: non esiste spiaggia e sulla riva c’è una sorta di scogliera».
La natura può essere molto affascinante, ma può nascondere anche pericolose insidie, se il contesto non viene valutato in modo opportuno. Gli accertamenti dei carabinieri su quanto accaduto ieri sono ancora in corso, ma l’ipotesi più accreditata è che Nour Eddine Benaly sia stato tradito da un mulinello e che non sia più riuscito a riemergere. «Era arrivato con un gruppo di uomini e donne sue connazionali – prosegue Bertone – Ci hanno parlato di un pranzo piuttosto abbondante. Poi il ragazzo e un amico sono andati sotto la cascatella per rinfrescarsi e lì, probabilmente, è scivolato in acqua ed è stato travolto. Hanno provato ad aiutarlo, ma quando hanno capito che la situazione era molto grave alcuni componenti del gruppo sono venuti in paese a chiedere aiuto e abbiamo attivato forze dell’ordine e soccorritori». Sul posto sono arrivati carabinieri e vigili del fuoco. Il 118 ha provato a rianimare il 24enne per circa un’ora, ma per lui ormai non c’era più nulla da fare.

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