Cronaca In città

Addio al gigante buono, per 30 anni a fianco degli «invisibili»

Si è spento Pierangelo Creola, storico custode del dormitorio di piazza Pasteur e responsabile del centro diurno del campo Tav. Il ricordo di don Campiotti e di Manuele La Porta della cooperativa Emmaus: «La sua è stata una vita spesa accanto ai bisognosi e agli ultimi, persone spesso scomode agli occhi degli altri»

Pierangelo Creola, nella foto in alto lo si intravvede sulla sinistra mentre telefona davanti all’ex dormitorio di piazza Pasteur

Se n’è andato «lo storico di tutti i clochard di Novara. Li conosceva tutti e conosceva le loro storie, molti lo chiamavano anche di notte quando avevano bisogno». Si è spento Pierangelo Creola, per trent’anni custode del dormitorio di piazza Pasteur e poi responsabile del centro diurno del campo Tav di via Giovanni Da Verrazzano, in cui hanno trovato rifugio molte famiglie sfrattate. Aveva 70 anni e da tempo era affetto da problemi di cuore, ma la sua situazione si è rapidamente complicata di recente, dopo che gli era stato diagnosticato un male incurabile. La sua è stata una vita trascorsa a fianco degli ultimi, o come era solito definirli lui «gli invisibili».
«Aveva iniziato a lavorare con noi all’ex Macello, ma non era solo un semplice custode – così lo ricorda don Dino Campiotti, presidente della cooperativa Emmaus, gestore di entrambe le strutture d’accoglienza – Lui è stato un amico di tanti poveri, che si affezionavano a lui. In questi giorni ho incontrato tantissime persone con cui lo abbiamo ricordato. E questa mattina sono stato in obitorio per una preghiera di saluto e lì ho incontrato un uomo, un tempo ospite del dormitorio: aveva le lacrime agli occhi, ha avuto solo la forza di dirmi che era suo coscritto… era senza parole. Pierangelo era davvero un gigante buono. Anche alla Tav era diventato il punto di riferimento per tante famiglie: era il responsabile del centro diurno, il locale in cui si può andare a prendere un caffè o le bibite alle macchinette, ma molti ci andavano soprattutto per scambiare due parole. Lui conosceva davvero tutti. Tanto che dopo la pensione era rimasto come aiutante e lì ha incontrato Isaia, nostro collaboratore che ha subito accolto come un fratello. Insieme erano andati a vivere a Casalgiate e Isaia si è occupato di lui fino alla fine». In quella casa si è spento nella mattinata di domenica 8 luglio. «Purtroppo stava sempre a letto da un po’ di tempo a questa parte, perché si era molto indebolito, ma tutti noi abbiamo sempre cercato di stargli vicino – aggiunge Manuele La Porta, direttore di Emmaus – La mia avventura al suo fianco è iniziata in piazza Pasteur, quando sono subentrato al direttore precedente, poi nel marzo 2011 ci siamo trasferiti al campo Tav, che è arrivato a ospitare fino a 600 persone (ora è in corso lo svuotamento e il Comune conta di chiuderlo entro fine anno, ndr). Pierangelo si è sempre speso molto per gli altri, mettendosi al fianco di persone bisognose, spesso anche molto scomode agli occhi degli altri. Lui era così… e in noi lascia sicuramente un grande vuoto sul piano umano», conclude commosso.
Creola lascia il figlio Matteo, la nuora Sonia e il nipotino Alessandro. L’ultimo saluto gli sarà tributato domani, giovedì 12 luglio, nella parrocchiale di Olengo. La cerimonia funebre, in programma dalle 10,30, sarà preceduta dal rosario. Dopo la cremazione le sue ceneri riposeranno nel cimitero di Borgomanero.

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