Cronaca Taccuino del cronista

«La strage degli innocenti continua fino ai giorni nostri»

Così il Vescovo di Novara Monsignor Franco Giulio Brambilla durante il funerale del piccolo Leonardo che si è svolto oggi in Duomo

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«Siamo qui attoniti, feriti e con nel cuore un dolore indicibile di fronte alla terribile tragedia che si è abbattuta sul piccolo Leonardo. Una vita appena sbocciata, indifesa, bussava alla porta del mondo per avere una casa e invece ha trovato miseria e violenza umana. Ci uniamo con le lacrime, l’amore e la preghiera, invocando la pietà umana e la misericordia di Dio su chi non ha saputo accogliere il sorriso e la gioia di un bimbo che chiedeva soltanto di vivere».

Così il Vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla nell’omelia al funerale del piccolo Leonardo Russo, il bambino di neppure due anni ucciso nella sua abitazione dove viveva con la mamma Gaia, 22 anni e, da qualche mese, il compagno di lei, Nicolas Musi, 23 anni, ai domiciliari la prima, in carcere il secondo, con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato. A stringersi intorno alla piccola bara bianca, coperta di fiori bianchi e azzurri, che sembrava ancora più piccola di fronte all’altare, erano in tanti. Lacrime e singhiozzi, commozione e pietà, tra gli applausi e i palloncini.

«Siamo qui davanti a questa piccola teca in cui dorme il corpo martoriato di Leonardo – ha continuato il Vescovo – Per non lasciarci solo sgomentare da questa tragedia dobbiamo raccogliere il gemito che viene da quel corpo, perché solo così è possibile comprendere la parola di Gesù che libera e consola. La strage degli innocenti continua fino ai nostri giorni: da chi non accoglie la vita, dalle violenze in famiglia, dalla barbarie ideologica che attraversa l’Africa, il Medio Oriente, sino allo Sri Lanka. I bambini non sono cosa, ma dono per noi, non sono proprietà, ma scommessa per la vita, non sono neppure un mezzo della nostra felicità, ma un punto di domanda che chiede di sedere al banchetto della gioia».

Ad attendere l’arrivo del piccolo, sul sagrato del Duomo, gli striscioni con la scritta ‘Riposa in pace Leonardo’ e ‘Sempre con noi’ che hanno fatto da ali all’ingresso della piccola bara in chiesa accompagnata dagli applausi; gli stessi striscioni che ieri sera avevano aperto la fiaccolata per le vie del centro. E l’ultimo saluto al piccolo che ‘bussava alla porta del mondo per avere una casa e invece ha trovato miseria e violenza umana’, un lancio di palloncini bianchi che, liberati, si sono diretti leggeri in cielo quasi a segnare la strada per l’ultimo viaggio del piccolo Leo.

 

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    fabrizio piccerillo

    io credo sia veramente una cosa vergognosa impensabile ridurre cosi una piccola creature innocente senza difese senza la forza di reagire davanti a un mostro o forse due mostri credo che questa persona deve rimanere in carcere fin quando campa ma come fara’ a dormire ma come fara’ ma veramente che coraggio ma qua non si tratta di essere malati si tratta proprio di essere anormali perché persone normali queste cose non le fanno.I BAMBINI SONO LA PUREZZA DEL SIGNORE SANTO CHE GLI HA DONATO LA LUCE E NESSUNO AL MONDO MA NESSUNO SI PUO’ PERMETTERE DI MANCARE DI RISPETTO AL NOSTRO SIGNORE GESU CRISTO.

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    Lilly Jetti

    Niente palloncini. Ma preghiere luce a te piccolo Leonardo.
    🙏💖

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