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Natale e solidarietà: 1500 a tavola con Sant’Egidio

Quattrocento volontari coinvolti nelle vesti di camerieri d'eccezione per 11 eventi conviviali, fra Novara e provincia. Nei piatti menu di tradizione, ma anche lasagne di verdure e cous cous, offerti dalle famiglie straniere. “Un Natale all'insegna della collaborazione e della convivenza pacifica, dell'aiuto reciproco”, sottolinea Daniela Sironi

Natale e solidarietà: 1500 a tavola con Sant’Egidio, fra anziani, malati, persone in difficoltà, ma anche intere famiglie, che fra stasera e domani si riuniranno in vari luoghi di Novara e provincia. Fra i tavoli si muoveranno circa 400 volontari , che per l’occasione vestiranno i panni di camerieri d’eccezione. E chi vuole offrire un sostegno a distanza può aderire alla campagna “A Natale aggiungi un posto a tavola”, inviando un sms solidale al 45586 da cellulare o da telefono fisso.

In realtà la magia del Natale, per Sant’Egidio, si è accesa già lo scorso 14 dicembre con il pranzo in carcere, nella tensostruttura trasformata in sala della festa. Ai 120 detenuti sono stati serviti bresaola con insalata di sedano e noci, lasagne di mare, arrosto di vitello con patate, frutta secca e fresca, panettone con crema all’arancia e un regalo per ogni invitato. «Un’anteprima – commenta Daniela Sironi, responsabile della Comunità nel novarese – o forse il Natale arriva prima per chi ne ha più bisogno».

 

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La macchina organizzativa è già partita da tempo per dare vita a 11 altri appuntamenti, fra Novara e il territorio, in programma tra il 24 e 25 dicembre. Questa sera, per la vigilia, la mensa di via Dolores Bello (nella foto in alto) sarà trasformata in una grande cena di Natale per 120 amici senza dimora, che siederanno a tavola con i tanti che durante l’anno li servono e con chi si aggiungerà in occasione della festa. Non mancherà un regalo portato dall’immancabile Babbo Natale che farà la sua prima comparsa, per raggiungere – il giorno di Natale per il pranzo della festa – tanti quartieri della città e centri più o meno piccoli della provincia.

A Sant’Agabio la palestra della Scuola elementare Rigutini, addobbata a festa, accoglierà 250 ospiti tra famiglie, anziani, malati, persone in difficoltà.

A Sant’Andrea, la Casa della Solidarietà in Via Fratelli di Dio, verrà ad ospitare 80 persone tra anziani e famiglie del quartiere; a San Rocco, la palestra della scuola accoglierà 100 commensali che vengono da altri Paesi del mondo e profughi delle strutture di accoglienza; a Sant’Antonio nei saloni della parrocchia verranno accolte 150 persone tra famiglie e persone in difficoltà.

Alla Cascina Rasario verranno accolte 80 persone tra anziani, famiglie e persone sole. In Via Azario, alla Tenda di Sara, 50 tra anziani e disabili festeggeranno insieme. A Casa Simeone e Anna (Casa Scalfaro) saranno una trentina gli anziani a pranzo con tanti amici più giovani. E poi Arona, dalle suore Marcelline, con 70 persone: stranieri, anziani e persone in difficoltà. A Borgomanero alla Casa per Anziani Opera Pia Curti con gli anziani; a Casa Margherita, la prima casa famiglia per gli anziani nata trent’anni fa, dove le tre anziane che vivono insieme accolgono altri anziani soli per festeggiare insieme il Natale. A Orta, un bel pranzo a Villa Serena con tutti gli anziani. Mentre il pomeriggio di Natale una bella festa per gli anziani all’Istituto De Pagave coinvolgerà giovani e meno giovani in clima affettuoso di grande amicizia con musica e giochi per tutti.

«Ovunque menu di tradizione, ma anche lasagne di verdure e cous cous, piatti tipicamente natalizi accanto ai piatti delle grandi feste dei Paesi d’origine offerti dalle famiglie straniere. Un Natale all’insegna della collaborazione e della convivenza pacifica, dell’aiuto reciproco – sottolinea Sironi – 1500 invitati, 400 amici che aiutano, ma anche pranzi in cui si confonde chi aiuta e chi è aiutato, chi serve e chi è servito, pranzi nati dalla generosità di tanti (novaresi e non) che offrono aiuto, regali, cucine, il saper cucinare, allestire, impacchettare, offerte, sorrisi e amicizia. Natale diventa l’immagine del mondo come lo vorremmo ogni giorno: amichevole, gioioso, simpatico, generoso, commovente, pieno di speranza e di fiducia. Ma è un giorno che può diventare un modo di vivere e di cambiare il mondo».

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