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Le Sardine in Questura. Si pensa a una piazza anche per Novara

L'incontro questa mattina. I promotori del movimento hanno pensato al 12 o 13 dicembre oltre a un incontro «in città per conoscere tutte le persone che condividono i nostri obiettivi e fare un discorso a più ampio respiro»

Prima Bologna, poi Modena. E poi ancora Ferrara, Milano, Firenze, Napoli, Treviso… Le Sardine, il movimento di protesta contro ogni forma di razzismo e l’intolleranza che sta cercando di porsi come argine al centrodestra, è approdato anche a Novara. Il primo segnale è arrivato da Facebook con la creazione, due settimane fa, del gruppo “6000 sardine Novara”, che a oggi conta 1400 membri.

 

 

«Il primo giorno abbiamo ricevuto 500 richieste di iscrizione  – racconta Alessandro Maffei, uno dei promotori del gruppo e coordinatore del Piemonte – è stato quasi impossibile gestirli tutti. Ora siamo in una fase in cui stiamo strutturando il lavoro in costante contatto con i ragazzi di Bologna in particolare con Roberto Morotti che conosco personalmente. Per il momento ci consideriamo un movimento di partecipazione, autonomo e apartitico,  che vuole fare pressione sociale in senso buono; come si svilupperà e verrà strutturato sul territorio è ancora work in progress, tutto dipende anche da quello che succederà a livello nazionale».

E nella mattinata di oggi gli organizzatori del movimento si riuniscono in Questura per discutere data e luogo di una eventuale manifestazione che dovrebbe svolgersi prima del 14 dicembre, giorno in cui è in programma il ritrovo nazionale a Roma. «Abbiamo pensato al 12 o al 13  – prosegue Maffei – in piazza Cavour o piazza Garibaldi ma tutto dipende da quello che ci diranno questa mattina. Ci piacerebbe trasformare questo momento di condivisione in qualcosa di più e per questo motivo stiamo facendo alcune riflessioni sulle possibilità di sviluppo. Oltre alla manifestazione di piazza, nei prossimi giorni vorremmo organizzare un incontro in città per conoscere tutte le persone che condividono i nostri obiettivi e fare un discorso a più ampio respiro».

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