Angolo delle ore

«Per Canelli la povertà è un reato»

Prosegue il dibattito sul nuovo regolamento di polizia urbana del Comune di Novara. Su un aspetto particolare del discusso documento, riceviamo e pubblichiamo un intervento di Alberto Pacelli

di Alberto Pacelli (*)

È proprio vero. Quando si crede che si sia raggiunto il fondo, c’è sempre un fondo più fondo!  Nell’articolo 21 del nuovo “Regolamento di Polizia Urbana” è scritto: “in tutto il territorio del Comune è fatto divieto di ogni forma di accattonaggio”. 

Peggio delle ordinanze di 80 anni fa dei Podestà che vietavano l’accattonaggio sui sagrati delle Chiese.

Ma in Italia  la miseria esiste!  Ci sono 5 milioni di persone che vivono in condizione di povertà. E non certo per colpa loro!

Ma per il Sindaco di Novara chi stende la mano per chiedere un obolo, per sostentare se stesso e la propria famiglia, disturba l’immagine della città e turba l’ordine pubblico per cui il povero che vuole vivere – come ha diritto –  va perseguito impedendogli di chiedere un aiuto ed infliggendogli una multa che va da 100 a 500 euro! (dimenticando  che Cristo nacque e visse povero fra i poveri e quando si servì dei suoi poteri lo fece per aiutare  e soccorrere i bisognosi)

Non basta. Sembrerebbe impossibile,  ma c’è di peggio.

Al comma 5 è scritto  testualmente:  “è prevista la sanzione accessoria” cioè “il sequestro cautelare del denaro, provento della violazione”.  In altre parole: tu hai fame ma io ti proibisco l’accattonaggio e se disattendi i miei ordini ti multo e ti porto via tutto quello che hai racimolato mica ti venga la balzana idea di servirtene per sfamare i tuoi figli invece di pagare la multa!

Come si possa – – dopo aver emanato una siffatta “grida” – sedersi a tavola con i propri cari sapendo che, magari, c’è chi sta pagando la colpa della propria sventura ?!

Giuro che mai non ho neppure immaginato che prima di morire avrei visto una siffatta vergogna.

Qualcuno spieghi al  Sindaco che il problema, il dovere per un uomo politico, soprattutto quando riveste importanti cariche pubbliche non è quello di dare la caccia ai poveri ma quello d impegnare tempo, intelligenza ed energie perché ogni donna ed ogni uomo abbiano non solo il diritto ma la possibilità di lavorare e tutti possano essere pari in dignità.

(* coordinatore di “Idee di futuro”)

 

 

  1. Avatar
    Don Ezio Fonio

    Ritengo che l’articolo del Regolamento sull’accattonaggio non è opportuno per i motivi detti dalla Corte Costituzionale e che riprendo dalla voce “Accattonaggio” di Wikipedia:

    “Alcuni regolamenti comunali vietano espressamente l’accattonaggio, ragione per cui chi lo pratica rischia una sanzione amministrativa. In altri ambiti (quali la prostituzione) di simile rilievo sociale, la Corte Costituzionale ha più volte dichiarato illegittimo l’esercizio di ordinanze per regolamentare materie di pertinenza del legislatore nazionale, sia perché sanzionate dal codice penale, sia perché attinenti la sfera costituzionale dei diritti soggettivi e delle libertà individuali. In particolare, riguardo alla sentenza n. 115/2011 che censurava il “pacchetto sicurezza” per violazione degli artt. 3, 23 e 97 della Carta, che ampliava notevolmente il potere dei sindaci di emettere ordinanze e regolamenti in materia di accattonaggio e prostituzione, non soltanto per situazioni temporanee, contingibili ed urgenti, ma anche in chiave preventiva.”

    Quanto al riferimento a Gesù Cristo è fuori luogo: non ha mai praticato l’accattonaggio. Fino a trent’anni ha vissuto del proprio lavoro (falegname), poi ha costituito una comunità in cui vi erano persone che contribuivano con i propri beni o con il proprio lavoro.

    Quanto al fatto che il Sindaco dovrebbe dare lavoro ai cittadini, è una cosa che non può fare visto che i Comuni non possono assumere personale come vogliono. Una maggiore attenzione alle povertà, in ogni caso, è un obbligo di tutto il Consiglio Comunale.
    Nel perseguire il bene comune, l’oggetto è il “bene comune”, non l’ideologia di questo o quel partito o l’interesse elettorale.

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