Angolo delle ore

La Città della Salute va fatta, ma bene

Dall'Angolo delle Ore, lo spazio dedicato ai lettori, le osservazioni di Alberto Pacelli sul nuovo ospedale di Novara

In riferimento al comunicato del 22.5.2019 dell’agenzia regionale Piemonte Informa con il quale dava notizia dell’approvazione da parte della Giunta Regionale di una delibera in cui si affermava che: “la realizzazione della Città della Salute di Novara è pienamente sostenibile”, Rete Salute Novara ha inviato una nota al neo Presidente della Regione, Alberto Cirio, in cui si osserva che nella deliberazione 191 del 5.3.2019 del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Novara è detto che i fondi necessari per pagare, per 26 anni, il Canone di Disponibilità (affitto) annuo di 18.850.000 di euro al Costruttore/ Padrone/Gestore verranno tratti, fra gli altri:

 

 

a) dalla vendita dell’Ospedale Maggiore e dell’Ospedale S. Giuliano (ex Sanatorio) per 50.000.000 di euro. Valore indicato da uno studio della Gregotti Associati International s.p.a. nel 2004-2008 che prevedeva l’utilizzo delle aree dei 2 ospedali per realizzarvi in parte edilizia pubblica : sedi delle Facoltà Universitarie e della Corte d’Appello ed in parte per edilizia privata. Ma le Facoltà Universitarie (oggi Dipartimenti) hanno sede definitiva nei locali della ex Caserma Perrone, della ex Wild, della ex Scuola Bellini e di Corte d’Appello non ne parla più nessuno. L’edilizia privata non è realizzabile perché non consentita dalle norme di piano regolatore. L’alienazione del Maggiore e del S. Giuliano non produce i 50.000.000 di euro conteggiati nella Delibera 191

b) dalla vendita di immobili di civile abitazione per 10.000.000 di euro. Valore indicato da una perizia del 2001 del Politecnico di Milano. Ma quegli immobili sono gravati da vincoli (quale edilizia residenziale pubblica e altri simili) per cui non sono “commercializzabili”. L’alienazione degli immobili di civile abitazione non produce i 10.000.000 conteggiati nella Delibera 191

c) dal risparmio di 10.233.100 euro all’anno sulle spese attualmente sostenute per le manutenzioni ordinarie e straordinarie. Il calcolo è effettuato raffrontando il costo teorico per le manutenzioni degli ospedali obsoleti contenuto in uno studio dell’IRES Piemonte e la cifra contenuta nel PEF per le manutenzioni ordinarie. Ma è evidente che per determinare il risparmio reale Il raffronto va fatto fra la spesa quale risulta dal bilancio consuntivo dell’Azienda OspedalierA del 2018 e quella che sarà a suo carico. L’entità del risparmio conteggiata nella Delibera 191 non è reale e non produce i 10.233.100 euro preventivati.

Alberto Pacelli

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