Angolo delle ore

«C’è chi dice no»

«Di fronte all’ultima tragedia del mare e agli scarsi risultati del vertice europeo di Berlino sui migranti, che ancora una volta ha visto il trionfo degli egoismi nazionali, non si può e non si deve più rimanere in silenzio».

Un gruppo di organizzazioni e associazioni laiche e cattoliche di Novara e Galliate ha sottoscritto un documento in relazione ai più recenti sviluppi del dibattito in Italia sul tema dell’immigrazione. Lo pubblichiamo integralmente nel nostro spazio aperto

Di fronte all’ultima tragedia del mare e agli scarsi risultati del vertice europeo di Berlino sui migranti, che ancora una volta ha visto il trionfo degli egoismi nazionali, non si può e non si deve più rimanere in silenzio.

Quello dei migranti è un fenomeno complesso, che non può essere affrontato a suon di proclami, ma che deve essere analizzato nei suoi molteplici aspetti e al quale vanno date risposte strutturate.

Da sempre le migrazioni hanno attraversato la storia dell’umanità: dagli eroi della mitologia greca (Ulisse ed Enea, che hanno contribuito allo sviluppo delle nostre civiltà) alle invasioni barbariche, fino alle migrazioni degli inizi del secolo scorso che hanno visto i nostri nonni imbarcarsi, in condizioni di estrema povertà, sui vapori diretti alle Americhe e a quelle degli anni 50-60 dal Sud al Nord Italia, in Francia, Belgio, Svizzera e Germania in cerca di un lavoro e di una vita migliore per sé e per i propri figli. E si “esportava” non solo gente onesta in cerca di lavoro, ma anche delinquenza.

Chi non ricorda i cartelli “Non si affitta ai meridionali” e altri luoghi comuni che accoglievano i migranti dal Sud Italia? Niente di nuovo sotto il sole.

Dall’alto di un benessere ormai raggiunto – nonostante la crisi che ha colpito i Paesi del Nord del Mondo la nostra situazione non ha paragoni con la povertà di molti Paesi dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa – molti si sono dimenticati il nostro passato e tendono a rifugiarsi in un egoismo di comodo.

Fuga da conflitti provocati da governi occidentali (che continuano a vendere armi ai vari contendenti, e l’Italia non è esente), da persecuzioni, da siccità e desertificazione e dalle conseguenti carestie causate da cambiamenti climatici determinati dagli stili di vita dei Paesi sviluppati provocano le odierne migrazioni.

Di fronte ad una politica che si accanisce contro esseri umani deboli e indifesi e da mezzi di comunicazione di massa che non affrontano, se non superficialmente, le gravi situazioni di crisi ambientale, economica, politica e sociale dei paesi da cui provengono i migranti NOI DICIAMO NO.

NO alla chiusura dei porti e ai respingimenti, all’accoglienza da parte di tutti gli Stati europei.

NO alla gestione emergenziale dell’accoglienza, SÌ alla pianificazione degli interventi per un fenomeno che è destinato a durare per molti anni e che necessariamente vedrà coinvolti Italia ed Europa, e non solo.

NO ad accuse indiscriminate di determinare aumento della criminalità (nel 2017 i reati sono calati del 10% rispetto al 2016), ad una giustizia che colpisca chi sfrutta il lavoro dei migranti facendoli vivere in condizioni lesive della dignità umana e chi specula su di loro.

NO a chi suscita paure creando percezioni di insicurezza per determinare consenso, a chi opera per ridare speranza nel futuro.

NO alla criminalizzazione generalizzata delle ONG che salvano vite umane in mare e denunciano le situazioni di sfruttamento, di tortura e di degrado sopportate dai migranti: le accuse di favorire l’immigrazione non sono state finora provate.

NO alle false notizie che parlano di invasione: 83 richiedenti asilo e rifugiati su 100 sono ospitati nei Paesi del Sud del mondo confinanti con le peggiori aree di crisi (56,6% del totale mondiale in Asia, 24,2% in Africa, 13,5% in Europa e 3,7% nell’America settentrionale (cfr. Flussi migratori n. 31, trimestre ottobre-dicembre 2017 a cura del Centro Studi Politici Internazionali, su dati UNHCR o OIM). In Italia la presenza dei rifugiati è pari a 1 ogni 362 abitanti, in Germania 1 ogni 85, a Malta 1 ogni 55, in Svezia 1 ogni 41, in Libano 1 ogni 6. Le domande di asilo sono in Italia 1 ogni 325 abitanti , in Grecia 1 ogni 244 , in Svezia e in Germania 1 ogni 192, in Austria 1 ogni 155. Nei primi sei mesi del 2018 su 44.629 persone sbarcate sulle coste europee, 17.781 sono sbarcate in Spagna, 16.452 in Italia,13.120 in Grecia. Gli sbarchi in Italia sono diminuiti dell’84,18% rispetto al 2017.

NO a fomentare una guerra tra poveri, a realizzare politiche che garantiscano giustizia sociale e lavoro.

NO alla costruzione di muri: si impegnino i massicci investimenti destinati alla loro costruzione e al rafforzamento delle frontiere in politiche sociali, nell’integrazione e nella cooperazione internazionale.

NO al pregiudizio, alla conoscenza e alla interazione tra culture.

NO alla discriminazione su base etnica o razziale (le leggi razziali promulgate nel 1938 videro come primo atto il censimento degli ebrei)

NO ALL’INDIFFERENZA: pur nelle difficoltà RESTIAMO UMANI.

Qualcuno ci accuserà di buonismo. Non di buonismo si tratta ma di riconoscere diritti che oggi, a 80 anni dall’approvazione (10 dicembre 1948) della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo, sembrano dimenticati: il diritto di ogni individuo alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato, di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese (art. 13), di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni (art. 14). E non dimentichiamo l’art. 2 della Costituzione italiana che riconosce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili alla solidarietà politica, economica e sociale.

Per concludere ricordiamo le migrazioni dall’Africa verso l’odierna Europa e l’Asia che 45.000 anni fa diedero origine al nostro progenitore Homo sapiens (sapiens???): SIAMO TUTTI AFRICANI!

Laboratorio per la Pace, Vega, Parrocchia di Galliate, Circolo Legambiente “Il pioppo” Ovest Ticino e Novarese, Cooperativa sociale Madre Terra, Il Pane e le Rose, ANPI, AUSER, Il Castello, Comitato Permanente di Solidarietà Internazionale Gruppo missionario, Ordine Francescano Secolare-San Nazzaro Novara.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati