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Speciale siccità sul Piemonte: è davvero colpa dell’uomo?

L'approfondimento della Voce su un tema che nelle ultime settimane è stato molto dibattuto

In questi giorni hanno trovato spazio articoli di giornale e titoli dei vari telegiornali che attribuiscono il periodo di siccità che stiamo vivendo al riscaldamento globale. In molti casi questo fenomeno viene descritto come eccezionale e inedito per l’Italia. Ma è davvero così? Noi della Voce di Novara abbiamo approfondito l’argomento e siamo a raccontarvi quanto è emerso.

Novara, così come tutta la pianura padana occidentale, si trova all’interno di un grande catino protetto a nord e a ovest dalle Alpi e a sud dall’Appennino. Unico lato non protetto da monti è quello orientale. Le precipitazioni generalmente non provengono da est ma bensì da ovest dal “vicino” Oceano Atlantico che è una macchina fabbrica pioggia.

Le perturbazione, quindi, in genere, sorvolano la Francia e hanno 2 opzioni: andare a sbattere contro la barriera alpina, il che comporta per il Piemonte il rimanere in “ombra pluviometrica” per via della protezione delle alte vette. In tal caso sul Novarese splende il sole accompagnato da venti secchi di ricaduta oppure gettarsi nel mediterraneo scavando un minimo barico sul mar Ligure in grado di far rientrare da sud nubi cariche di pioggia e di scaricare sui nostri territori grandi quantità di pioggia.

Talvolta questo meccanismo d’ingresso delle perturbazioni si inceppa e può farlo per molti mesi, i taluni casi anche per anni. Quello che sta accadendo in questi mesi non è assolutamente una novità è già successo molte volte in passato e succederà ancora.

Questo aspetto è un punto fondamentale. Periodi di siccità per il nord-ovest italiano sono del tutto normali e non certo figli del riscaldamento globale, come stanno scrivendo molti media.

Le banche date climatologiche dei nostri territori sono piene di eventi siccitosi, ben più gravi del presente, e in periodi in cui il tema del “riscaldamento globale” non era nemmeno ipotizzabile.

Annoveriamo la terribile siccità del 1540 che i libri di storia raccontano come un periodo in cui nel novarese e nel milanese non piovve per quasi 200 giorni, con fiumi in secca e pozzi asciutti.

 

 

Nel 1893 non scese una goccia d’acqua per quasi un anno provocando danni incommensurabili alle nostre terre che all’epoca vivevano di agricoltura. Questo per fare solo qualche esempio.

Venendo a periodi più recenti ricordiamo le siccità del 1921, 1945, 1959, 1962, 1976, 1981, 1989, 1995, 2000, 2007.

Una ciclicità che rappresenta la normalità climatica del nostro territorio. I tanti proclami sull’eccezionalità dell’evento sono assolutamente infondati e atti a creare ingiustificati allarmismi.

Parlando degli ultimi anni e numeri alla mano dal 2008 al 2016 la pioggia sulla città di Novara è stata costantemente sopra media con record nel 2014 quando caddero quasi il doppio delle precipitazioni medie. Il 2017 fu altresì un anno siccitoso (ma non drammatico) e il 2018 la pioggia caduta fu all’incirca prossima alla media con addirittura un fenomeno alluvionale nel mese di novembre quando esondarono i fiumi e il lago Maggiore.

Da dicembre 2018 sino ad oggi, la pioggia caduta su Novara è stata davvero poca circa il 70% in meno della media. Ma si potrà parlare di evento eccezionale se tale situazione perdurerà in questa misura sino al prossimo autunno. Sino ad allora si tratterà di un evento che rientra nella variabilità climatica dei nostri territori.

In conclusione evocare il “riscaldamento globale” come causa di tutti i mali del pianeta appare poco serio. E’ innegabile che la terra negli ultimi 80 anni abbia subito un riscaldamento di circa un grado. Molto dibattuta è la causa di tale riscaldamento: La maggioranza della comunità scientifica attribuisce tale rialzo termico alle attività dell’uomo mentre una parte minoritaria sostiene che l’attuale riscaldamento è provocato da una ciclicità del clima a livello globale. Essi sostengono che, ad esempio, ci sono stati periodi della storia recente, come l’epoca dell’impero romano, in cui la terra era ben più calda di ora e le attività antropiche erano assenti.

“Ai posteri l’ardua sentenza…” direbbe Manzoni, tuttavia ciò non giustifica la follia umana di inquinare il nostro pianeta, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse e stili di vita insostenibili che, aldilà del possibile riscaldamento globale, arrecano danni irreparabili alla nostra unica casa chiamata Terra.

  1. Avatar
    Valter Ferrato

    Buongiorno, come scritto nel vostro articolo concordo che episodi simili si sono già ovviamente verificati nel passato, però quello che voi non avete sottolineato è l aumento negli ultimi due, tre decenni della frequenza di questo fenomeno, è questo che dovrebbe porre interrogativi più che il fatto in se stesso..distinti saluti

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