Ambiente

“Slow move”, in bici e in barca dal Lago Maggiore ai Navigli

Un'iniziativa finanziata con il programma Interreg Italia - Svizzera con un impegno di spesa di 1,75 milioni di euro per completare una serie di opere da realizzare entro il 2022

Si è tornati a parlare di mobilità sostenibile in Provincia, lunedì mattina, con la presentazione del progetto “Slow move”, iniziativa finanziata con il programma Interreg Italia – Svizzera e che punta allo sfruttamento dei percorsi d’acqua ma anche delle tratte ciclopedonali dal Lago Maggiore sino a Milano attraverso il Ticino e i vari canali. L’obiettivo, come ha avuto modo di spiegare la vicepresidente dell’Ente di Palazzo Natta Michela Leoni, «sarà anche quello di favorire una nuova forma di turismo, tutelando al tempo stesso l’ambiente».

 

 

Sul piatto un impegno di spesa di 1,75 milioni di euro, per completare una serie di opere delle quali si parla ormai da anni e che in questo caso dovranno essere realizzate entro il primo semestre del 2022. Di questa somma il 96% (cioè 1,68 milioni) andrà alla parte italiana, che vede capofila la stessa Provincia, e poi il Consorzio di bonifica Est Ticino, l’Ente di gestione delle aree del Ticino e del lago Maggiore, le Regioni Piemonte Lombardia, il Parco lombardo del Ticino e il Comune di Castelletto, che a tal proposito riqualificherà l’edificio del vecchio municipio realizzandovi un “bike hotel” con quattro camere e 12 posti letto, investendo con proprie risorse poco più di 90 mila euro (i rimanenti 230 mila circa saranno “coperti” dall’Interreg. Il resto dei fondi andrà alla parte svizzera, che vede nel ruolo di “main partner” l’associazione Locarno – Milano – Venezia.

Sulla carta ci sono anche la realizzazione di un percorso ciclopedonale fra Piemonte e Lombardia (la zona interessata è quella fra Varallo Pombia e Somma Lombardo), il miglioramento del collegamento stradale tra Villa Picchetta con il centro di Cameri e altro ancora. Senza dimenticare un’opera da tempo auspicata come “l’ascensore d’acqua” tra il canale Villoresi e il naviglio Grande. Il sogno, insomma, di poter andare in battello o in bicicletta dalla riviera occidentale elvetica del Verbano sino a Venezia potrebbe davvero essere una realtà tra qualche anno, perché i potenziali interessati a questa forma di turismo, soprattutto dai Paesi del nord Europa, sono davvero tanti.

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