Ambiente In Piemonte

Rifiuti: il Piemonte volta pagina. Ma Novara è avanti

Per il novarese - tra i territori più virtuosi per la raccolta differenziata - prevista la fusione dei due consorzi di gestione dei rifiuti

Per la gestione dei rifiuti Novara e il suo territorio sono un modello da imitare, anche se sarebbe sbagliato dormire sugli allori. Ma sta di fatto che gli obiettivi più importanti della nuova disciplina di governo della gestione dei rifiuti, approvata questa mattina, giovedì 28 dicembre, in Consiglio regionale  – quelli relativi alla riduzione del volume dei rifiuti prodotti e alle percentuali di raccolta differenziata – sono già stati conseguiti.

La nuova legge, incentrata sui principi di razionalizzazione, di maggiore efficienza e di riduzione dei costi. ha il compito di semplificare la disciplina di alcune materie in precedenza previste da più leggi, andando  ad omogeneizzare il quadro normativo regionale, adeguando gli strumenti esistenti agli obiettivi del Piano Regionale dei rifiuti.

La nuova legge prevede la fusione degli attuali 21 Consorzi di bacino  in 9 nuovi Consorzi di area vasta. Per quanto riguarda la provincia di Novara, è prevista la fusione in un unico ente degli attuali consorzi di bacino del Basso e del Medio Novarese.

La legge prevede l’attribuzione ai sindaci del compito di provvedere alle funzioni inerenti la prevenzione della produzione dei rifiuti urbani, la riduzione, la raccolta differenziata e il trasporto.

I singoli Consorzi di area vasta suddivideranno il proprio territorio di riferimento in aree territoriali omogenee funzionali allo svolgimento dei servizi  in modo da poter rispondere ai principi di efficienza, efficacia ed economicità. I Comuni potranno essere rappresentati nell’assemblea consortile del relativo ambito di area vasta anche attraverso l’individuazione di un rappresentante unico per area territoriale omogenea.

Per quanto riguarda invece la gestione degli impianti, la nuova legge sostituisce le attuali 8 Autorità Territoriali Ottimali provinciali (ATO) con un’unica autorità di dimensione regionale a cui attribuisce, in modo univoco, le funzioni di realizzazione e gestione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti a tecnologia complessa, comprese le discariche.

Il nuovo sistema di governance intende offrire strumenti più efficaci per raggiungere gli obiettivi prefissati nel Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, approvato dal Consiglio regionale nel mese di aprile 2016. Il Piano prevede di raggiungere entro il 2018 la produzione annua di rifiuto indifferenziato non superiore a 190 chilogrammi per abitante ed i 159 chilogrammi pro-capite entro il 2020.

La legge disciplina  il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti, applicando il principio in base al quale i Consorzi virtuosi che conferiranno meno rifiuti in discarica e promuoveranno la riduzione degli stessi  avranno tariffe più basse. Si prevederanno, al contrario, sanzioni amministrative in caso i singoli Consorzi non raggiungano gli obiettivi previsti dal Piano Regionale.

 

Per il presidente Sergio Chiamparino la nuova legge costituisce «un altro importante atto di programmazione che va a completare il quadro normativo del settore ambientale piemontese, fornendo certezze agli operatori pubblici e privati».

L’assessore all’Ambiente  Alberto Valmaggia sottolinea l’importanza del percorso condiviso con  tutti i soggetti interessati, «in primo luogo i sindaci e le associazioni ambientaliste»

«Per il nostro territorio – conclude il consigliere regionale novarese del Pd Domenico Rossi – i risultati sui rifiuti destinati allo smaltimento sono già in linea con gli obiettivi della legge, ma questo non deve essere un alibi per non darsi obiettivi ancora più ambiziosi. Dobbiamo continuare a essere modello per gli altri territori e porci l’obiettivo di aumentare ulteriormente la percentuale di differenziata oltre che di diminuire i rifiuti prodotti. Quando parliamo di rifiuti parliamo nello stesso tempo di salute, di ambiente e di economia».

 

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