Ambiente Econotizie

Rifiuti, il Novarese si conferma territorio virtuoso

La provincia di Novara presenta i dati migliori di tutto il Piemonte per la raccolta differenziata

La provincia di Novara conserva la medaglia d’oro come territorio più virtuoso per la gestione dei rifiuti.  Lo ha certificato oggi la Giunta regionale che ha approvato i dati sulla produzione dei rifiuti urbani e di raccolta differenziata relativi al 2016.

I dati raccolti sono dettagliati per ogni singolo comune e aggregati per ognuno dei 21 Consorzi oggi operativi in Piemonte.

La provincia di Novara presenta un dato pro capite di produzione di rifiuti di 457,1 kg per abitante, quantitativo che non si discosta di molto da quello medio dell’intera regione. A fare la differenza in positivo è però la percentuale di raccolta differenziata, che con il 66,6%  (304,4% chilogrammi pro capite) è la migliore di tutto il Piemonte. Un dato al quale concorre in maniera decisiva il risultato del capoluogo , dove da anni la raccolta differenziata supera il 70%

Con riferimento agli obiettivi stabiliti dalla nuova legge regionale sui rifiuti, il novarese la fa da capofila virtuoso in termine di raggiungimento degli obiettivi per il 2020 di raccolta differenziata (limite fissato al 65%), di produzione totale di rifiuti espressa in kg-anno per abitante (limite fissato al 455 kg/anno/ab.), e di rifiuti indirizzati allo smaltimento e al recupero, questi ultimi sempre espressi in  kg-anno per abitante (limite fissato al 159 kg/anno/ab.). La situazione risulta diversa per quanto riguarda il bacino della città di Torino e l’alessandrino, con percentuali di raccolta differenziata e di produzione di rifiuti per abitante ancora lontane dai limiti previsti.

 

«Con questi dati abbiamo il terreno su cui si andrà ad applicare la nuova legge regionale 1/2018 in materia di gestione dei rifiuti urbani – afferma l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia – Sono certo che i nuovi strumenti normativi, che orientano il sistema verso la tariffazione puntuale sulla produzione dei rifiuti, con incentivi a chi opera meglio e in conformità ai principi del Piano regionale Rifiuti, con sanzioni ai comuni che, al contrario, registrano dati ancora troppo lontani dai limiti accoglibili, e, in ultimo, con i fondi triennali messi a bando dalla Regione proprio per incentivare la crescita della raccolta differenziata (al momento 9milioni circa, ma che sono destinati ad aumentare), possano orientare le realtà ad oggi meno virtuose verso gli obiettivi che si siamo dati».

 

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