Ambiente Econotizie

Novamont aderisce al “Manifesto per l’economia circolare”

Un ulteriore impegno dell'azienda novarese guidata da Catia Bastioli nella direzione della sostenibilità

«Questa alleanza per l’economia circolare con altre importanti realtà del nostro Paese che condividono il nostro stesso approccio è per noi un fatto di grande rilevanza. Sono fermamente convinta che l’innovazione non sia un viaggio in solitaria ma un percorso che si nutre di contaminazione di saperi, competenze e interconnessioni. Richiede, insomma, un salto culturale dell’intero sistema”. Così Catia Bastioli, Ad di Novamont, azienda novarese leader internazionale nel settore delle bioplastiche e nello sviluppo di bioprodotti e biochemical

Il manifesto per l’economia circolare coinvolge, come capofila per ciascun settore, 8 aziende protagoniste del made in Italy a livello internazionale e già fortemente impegnate sul tema (oltre a Novamont, Enel, Intesa Sanpaolo, Costa Crociere, Gruppo Salvatore Ferragamo, Bulgari, Fater e Eataly). Obiettivo è il rafforzamento delle collaborazioni già in corso tra le realtà firmatarie e l’inclusione di tutti i principali settori, in modo da raggiungere le principali filiere industriali del Paese.

Oggi, la grande sfida che l’umanità ha di fronte è essere in grado di vivere bene nel limite naturale, ripensando criticamente la cultura della produzione, l’egemonia dell’usa e getta e dello scarto. Lo spreco di materie prime ed energia non solo ha depauperizzato il capitale naturale e provocato alterazioni climatiche potenzialmente catastrofiche ma ha anche creato sperequazioni sociali ed emarginazione, anticamera di violenza, populismi, abusi e illegalità.

Novamont, ha ripensato il tradizionale modello produzione-consumo-smaltimento secondo un approccio sistemico. Da oltre vent’anni è focalizzata sullo sviluppo di bioplastiche e biochemical da fonti rinnovabili attraverso l’integrazione di chimica e agricoltura, attivando bioraffinerie integrate nel territorio e fornendo soluzioni in grado di garantire un uso efficiente delle risorse lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti, con vantaggi sociali, economici ed ambientali di sistema. Le materie prime rinnovabili, infatti, non rappresentano in quanto tali la soluzione a tutti i problemi dell’inquinamento e alla ridotta disponibilità di petrolio: le colture agricole non sono tutte uguali e anche le stesse colture possono avere impatti completamente diversi a seconda dell’area geografica in cui vengono coltivate. Per questa ragione Novamont è focalizzata sulla valorizzazione della biodiversità dei territori, moltiplicando le opportunità che scaturiscono dallo studio di diverse materie prime vegetali e di scarti locali, minimizzando i trasporti e massimizzando la creazione di circuiti della conoscenza e di progetti multidisciplinari con i diversi interlocutori locali. Tutti i prodotti ottenuti dalla filiera italiana delle bioplastiche permettono di risolvere reali problemi ambientali e sociali, riducendo in modo significativo l’uso di materie prime fossili, le emissioni di CO2, i rischi legati alla dispersione di prodotti inquinanti nell’ambiente e la desertificazione. La sfida di Novamont è stata non tanto sostituire tout court le bioplastiche alle plastiche tradizionali, quanto intervenire laddove queste ultime inquinano la frazione organica di rifiuto.

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