Ambiente Cronaca In città

«Non siamo solo bocche che mangiano e mani che comprano»

Quarto sciopero globale organizzato da Friday for future. Circa 60 i novaresi che hanno sfilato per il centro città lamentandosi di tre aspetti: spreco alimentare, shopping compulsavo e finanziamenti ai combustibili fossili

Circa 60 i novaresi che ieri, venerdì 29 novembre, hanno preso parte al quarto sciopero globale per il clima organizzato da Fridays for future. 60 i novaresi che, partendo da piazza Cavour, hanno sfilato per il centro cittadino, protestando davanti a due punti della città e tornando poi in piazza Cavour. Tre i punti principali verso cui hanno puntato il dito: shopping compulsivo, prestiti e finanziamenti delle banche ai combustibili fossili e spreco alimentare.

 

 

«Siamo contrari alla Fast fashion, – ha detto Sara Verzì, una delle referenti di Friday for future Novara – quella produzione di capi di abbigliamento economici spesso non durevoli: gli effetti gravano sul clima. A proposito di shopping non è un caso la scelta del venerdì di black friday, esempio clamoroso di shopping compulsivo, durante il quale si comprano spesso inutilità e le si paga senza sconto, perché il prezzo è stato maggiorato. Ci sono valide alternative per i vestiti, come acquistarli nei negozi che li propongono usati ma in ottimo stato o tramite uno scambio equosolidale».

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Proprio in uno dei negozi del centro alcuni giovani hanno finto di morire. Secondo punto: «Bisogna tagliare i fondi e gli incentivi sui combustibili fossili, dobbiamo sopravvivere in modo equo e solidale, ne risente tutto il mondo, le migrazioni climatiche stanno cambiando».E poi il troppo cibo buttato: «La quantità di cibo sprecata è tantissima, è un volume che neanche immaginiamo. Anche in questo caso possiamo fare qualcosa, – ha aggiunto Sara – come utilizzare quei sistemi per cui i negozi alla sera confezionano il cibo avanzato e lo rivendono a un prezzo più basso. Non siamo solo bocche che mangiano e mani che comprano. Non siamo contrari ai saldi e agli sconti a prescindere , crediamo si debba utilizzare sempre la testa, dare il giusto valore alle cose».

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