Ambiente Cronaca

Medio Novarese ambiente: verso lo sciopero?

Infruttuoso il tentativo di conciliazione di questa mattina in Prefettura. La Cgil: «I lavoratori e gli utenti dei servizi vogliono risposte che non arrivano»

Un capannone per il ricovero dei mezzi richiesto da dieci anni, previsto nel piano industriale del 2016 ma mai realizzato: è stato di agitazione a Medio Novarese Ambiente, il consorzio che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nella zona nord della Provincia di Novara. E nei prossimi giorni, subito dopo le festività, si potrebbe arrivare anche allo sciopero.

Da oltre dieci anni i dipendenti del consorzio denunciano il fatto che i mezzi di servizio sostino su un piazzale sterrato ed esposto a qualsiasi genere di intemperie «con ricadute facilmente immaginabili – commenta Guido Catoggio, segretario provinciale della Funzione Pubblica Cgil – non solo sulla qualità del lavoro ma anche sui mezzi e la qualità del servizio».

Questa mattina in Prefettura a Novara s è svolto un tentativo di conciliazione tra le parti che però è stato infruttuoso. «I rappresentanti del consorzio – aggiunge Catoggio – si sono limitati ad esibire fotografie del piazzale semplicemente vestito a “festa”, appositamente per l’occasione, perché spianato e ricoperto di stabilizzante. Nulla ci è stato detto, invece, su quanto possa pesare questa situazione di ricovero precario sulla manutenzione dei mezzi o di quanto ammonti lo stanziamento dei lavori emergenziali che sono stati predisposti nel tempo, sempre in ritardo e sempre a ridosso dell’inverno. La condizione vera, e quotidiana, del piazzale, di cui qualsiasi cittadino può facilmente accertarsi con una semplice visita sul luogo, è in realtà, da sempre unaltra» (Nella foto in alto, diffusa da FP Cgil)

«Prendiamo atto, e ringraziamo – conclude Catoggio – dell’importante concreta e significativa opera di mediazione del Vice Prefetto Vicario di Novara, Dott. Claudio Ventrice, ma a fronte dell’ennesima mancanza di risposte, non possiamo far altro che confermare lo stato di agitazione del personale riservandoci di comunicare le forme di mobilitazione che metteremo in atto già dopo le festività, in accordo con i lavoratori. Per un lavoro che sia rispettoso delle esigenze dei lavoratori ma anche per i diritti dei cittadini, utenti di tali servizi».

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