Ambiente Cronaca In città

Hyphantria, per il Comune meglio il “fai da te”

Non sono annunciati, come invece è accaduto a Trecate, interventi di disinfestazione nelle aree pubbliche contro il "bruco peloso" innocuo per uomo e animali ma letale per le alberate. L'assessore Chiarelli suggerisce alcuni stratagemmi che i cittadini possono applicare negli spazi privati

Il tepore di questa inconsueta “estate settembrina” piace agli insetti.

Già da tempo si è verificata anche a Novara la presenza massiccia della popilia japonica. In questi giorni imperversano le cimici, che stanno infestando ogni angolo della città. Ma la presenza che suscita più allarme è quella di un altro insetto che si è abbondantemente fatto notare.

Si tratta dell’Hyphantria cunea o Ifantria Americana, un insetto comunemente noto come Bruco Americano e che ricorda un millepiedi peloso.

La presenza di questo animaletto che ha già invaso un po’ tutte le aree verdi della città, ha creato preoccupazione anche per la sua forte somiglianza, nello stato larvale, alla teminbile processionaria.

«L’ Hyphantria però – spiega l’assessore all’ambiente del Comune di Novara, Marina Chiarelli – è assolutamente innocua per l’uomo e per gli animali».

L’invasione a cui si sta assistendo in città è comune anche ad altri territori limitrofi, al punto che diverse amministrazioni (l’ultima in ordine di tempo è stata quella di Trecate, ma interventi simili sono stati effettuato anche nella vicina Lomellina) hanno provveduto ad effettuare massicce disinfestazioni.

A Novara invece il Comune ha scelto di non disinfestare e si limita a suggerire il “fai da te”

«Si consiglia – dice l’assessore Chiarelli –  di rimuovere meccanicamente i nidi, tagliando la porzione di ramo sul quale si osservano le prime foglie scheletrizzate e successivamente distruggerla. È anche possibile prevedere la cattura delle larve posizionando paglia o cartone ondulato alla base dei tronchi degli alberi infestati: l’insetto, infatti, andrà a rifugiarsi in questi ripari, che dovranno poi essere distrutti prima dello sfarfallamento delle larve. Sono inoltre disponibili sul mercato alcuni prodotti biologici, come il piretro, che in questa fase possono essere utilizzati come metodo di lotta alternativa alla cattura».

Il bruco peloso è comunque un grande divoratore di alberi. La specie si è diffusa in Europa a partire dagli anni Quaranta e in Italia intorno al 1975. Partendo dalla Val Padana, si è diffusa rapidamente in tutta l’Italia settentrionale e centrale, attraverso i mezzi di trasporto, causando gravi danni alle alberate presenti nelle aree verdi urbane, lungo le strade e le linee ferroviarie. Nella sua fase adulta diventa una farfallina bianca.

Già negli anni passati si erano verificati a Novara alcuni casi di vere e proprie invasioni di questo insetto che quest’anno è tornato a farci visita.

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