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Atl capofila di un progetto italo svizzero di oltre un milione di euro

"In bici a pelo d’acqua" è uno dei 20 selezionati nell'ambito del programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera

L’Agenzia Turistica Locale della Provincia di Novara è il capofila di un progetto italo svizzero che ha un valore di oltre 1 milione di euro. Si tratta di “In bici a pelo d’acqua pedalando senza fretta nell’area transfrontaliera, dal Vallese al Novarese, lungo le reti cicloturistiche, alla scoperta della cultura, della natura, della storia e dell’enogastronomia”, il progetto che si è classificato terzo assoluto tra i 20 selezionati (59 quelli presentati) nell’ambito del programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera: 32,5 milioni di euro sono stati messi a disposizioni dall’Italia e 5,5 milioni di franchi dalla Svizzera.

Ed è proprio l’Atl di Novara il capofila per parte italiana del progetto “In bici a pelo d’acqua” avendo come partner la Regione Piemonte, la Provincia di Novara, la Camera di Commercio di Novara, il Comune di Novara, l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore e il Distretto Turistico dei Laghi.

«In Bici a Pelo d’acqua – spiega la presidente di Atl, Maria Rosa Fagnoni – è finalizzato all’aumento dell’attrattività dei territori caratterizzati da risorse ambientali e culturali con specificità comuni. In particolare la progettazione è dedicata nelle sue azioni di sviluppo tra le vallate alpine di rara bellezza del Vallese, ai piedi di cime imponenti per spostarsi fino alle dolci colline vitivinicole novaresi, territori da attraversare con lentezza, in bicicletta o a piedi, per gustare poco alla volta tutta la loro ricchezza fatta di cultura, paesaggi, profumi e sapori, pedalando dolcemente fino alla pianura novarese. Un unico grande itinerario dominato dal fattore comune dell’acqua, con grandi fiumi come il Rodano nel Vallese, il Toce e il Ticino, laghi come quello di Mergozzo e di Orta, una fitta rete di canali irrigui che portano la vita in risaia».

A poter guardare questo spettacolo dall’alto, infatti, non si farebbe nemmeno caso alla distinzione tra Italia e Svizzera, ma sicuramente si vedrebbero tutte quelle strade in mezzo alla natura che il progetto vuole unire e organizzare, per farne uno dei più affascinanti itinerari ciclo-turistici a disposizione di un pubblico che sempre più numeroso guarda a un turismo responsabile ecosostenibile.

 

«La sfida  – prosegue Fagnoni – è quella di aumentare l’attrattività dell’intera area, sapendo che solo l’unione può fare la forza. L’obiettivo che ci siamo posti è quello di potenziare e valorizzare gli itinerari ciclabili esistenti attraverso la realizzazione di interventi condivisi e fortemente innovativi per il territorio, che riguarderanno anche il potenziamento delle competenze degli operatori economici, turistici e culturali, la comunicazione, l’uso di tecnologie cartografiche avanzate. Sono previsti interventi mirati come la creazione di un Bike Hostel presso la sede del Parco del Ticino a Villa Picchetta di Cameri, una struttura di ospitalità dedicata ai bikers che troveranno anche un ricovero bici e una ciclofficina, oltre a una postazione di ricarica per le e-bike. Inoltre vi sarà la creazione di una pensilina fotovoltaica per e-bike con colonnine ricaricabili a energia solare da installare nel Castello di Novara dove sarà anche possibile noleggiare le biciclette. Uno dei punti focali, poi, è la creazione di una cartellonistica specifica per l’intero percorso che si snoda dal Vco al Novarese lungo le direttrici ciclabili riconosciute dalla Regione Piemonte come la Via del Mare, la Pedemontana e le vie ciclabili del Ticino».

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