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Alta pressione, cresce lo smog. Ma Novara “schiva” il semaforo

Le particolari condizioni climatiche e l'assenza di precipitazioni hanno fatto lievitare in modo esponenziale i livelli di inquinamento. Sotto la Cupola però i picchi non sono consecutivi e i dati rilevati dalla centralina di viale Verdi - che ha ripreso a funzionare regolarmente - non fanno scattare le limitazioni del traffico.

Un dicembre caratterizzato da alta pressione, con l’assenza di precipitazioni: sono le condizioni ideali per vedere crescere il livello di inquinamento. Fenomeno che si è puntualmente verificato un  po’ in tutto il territorio regionale.

Secondo i dati diffusi dal sito internet di Arpa PIemonte, la situazione è già piuttosto critica: a Torino la concentrazione di polveri sottili (le famigerate Pm10) ha superato la soglia limite di 50 microgrammi per metro cubo ininterrottamente dal 29 novembre fino a ieri. La sequenza è in crescendo: 52, 66, 63, 59, 72, 74 microgrammi per metro cubo. Una situazione del tutto simile è rilevata nei comuni della cintura da Collegno a Grugliasco, a Moncalieri, Nichelino, San Mauro, Settimo Torinese, Venaria ed altri.

Sforamento continuativo da sei giorni anche in due capoluoghi di provincia fuori dall’area metropolitana torinese, Asti e Alessandria, in due importanti comuni del cuneese (Alba e Bra), e a Novi LIgure.

Il protocollo sottoscritto dal Piemonte insieme alle altre regioni della pianura Padana prevede che al quarto giorno consecutivo di sforamento scatti il primo livello di misure, quello caratterizzato dal cosiddetto “semaforo arancione”. Nei comuni che si trovano in queste condizioni è scattato il blocco della circolazione delle auto private e dei veicoli commerciali fino a Euro4 diesel, oltre ad una serie di misure aggiuntive, come la limitazione a 19 gradi delle temperature massime degli impianti di riscaldamento.

 

E a Novara? Va detto che, nell’ultima occasione in cui il consiglio comunale si è occupato dei temi legati all’inquinamento, cioè a fine ottobre quando la V commissione aveva dibattuto sulla disciplina approntata dalla giunta comunale (leggi qui l’articolo) , era stato confermato che la situazione dei rilevamenti delle concentrazioni di Pm10 era piuttosto precaria: l’unica centralina funzionante in città, quella collocata in viale Verdi, era in panne dal 5 di agosto ed era stata sostituita da un mezzo mobile collocato nello stesso punto. Questo “muletto” però registra i dati ma non li rende disponibili in automatico al sistema regionale di monitoraggio. Tant’è che, come era stato spiegato dagli stessi tenici di Arpa, venivano utilizzati come riferimento i dati di Vercelli.

Oggi per la verità, collegandosi al sito dell’Arpa Piemonte, nella pagina specifica intitolata “Report giornaliero sul PM10 a supporto del protocollo operativo antismog”, i dati relativi a Novara sono presenti e aggiornati. L’ufficio ambiente del Comune, infatti, conferma che la centralina di viale Verdi è stata riattivata e comunica in automatico i dati a Torino.

Con i dati aggiornati in modo corretto è di tutta evidenza che la città, almeno per ora, continua ad essere protetta da una sorta di fortuna statistica. Perchè, ad esempio, nei numeri degli ultimi giorni, pur essendo evidente una tendenza all’aumento delle concentrazioni di smog, non si sono verificati i quattro giorni consecutivi di sforamento: il 29 novembre il livello era di 48 microgrammi per metro cubo, il 30 novembre di 52, il primo dicembre di 49. Poi il 2 e 3 dicembre l’impennata a 59 e 62 microgrammi per metro cubo.

Per ora quindi, il semaforo resta acceso sul verde e non scatta alcun provvedimento di limitazione. Le previsioni meteo  parlano di una situazione stabile ancora per qualche giorno prima dell’arrivo di qualche possibile precipitazione.

Per ora la fortuna assiste il sindaco e gli automobilisti novaresi. Vedremo fino a quando…

 

  1. Bisogna avere il coraggio di ripensare, o semplicemente di pensare a una nuova rete di trasporto locale a livello provinciale.

    Bisogna indebitarsi ora per salvare il futuro. Non bisogna essere tirchi con la propria salute: abbiamo bisogne, di treni interurbani, tram e una rete di bus funzionante e integrata.

    Allo stesso tempo, si deve pedonalizzare, costruire buone infrastrutture per le biciclette e incoraggiare la gente ad abbandonare le macchine.

    Altre soluzioni, sono palliativi.

  2. Giorgio Albertinale

    Ma si,continuiamo ad affidarci alla fortuna,ai malfunzionamenti,agli 0 virgola ed ai dati di…Vercelli!!In questo modo non si va da nessuna parte e giustamente non si guarda al futuro.
    Mobilità sostenibile,trasporto pubblico di qualità,sono tra gli elementi decisivi che fanno la differenza per il vivere urbano:Novara è maglia nera!Come si può pensare di essere attrattivi e crescere in abitanti se non si investe nella qualità dell’ecosistema urbano?

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