Agenda 2030, Italia fa passi avanti ma non è sostenibile

Roma, 21 feb. – (AdnKronos) – L’Italia non è sostenibile. Rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030, tra il 2010 e il 2016, l’Italia mostra segni di miglioramento in sette aree: salute, educazione, uguaglianza di genere, innovazione, modelli sostenibili di produzione e di consumo, lotta al cambiamento climatico, cooperazione internazionale.

Per sei aree, invece, la situazione peggiora sensibilmente (povertà, condizione economica e occupazionale, disuguaglianze, acqua e strutture igienico- sanitarie, condizioni delle città, ecosistema terrestre), mentre per i restanti quattro temi la condizione appare sostanzialmente invariata (alimentazione e agricoltura sostenibile, sistema energetico, condizione dei mari e qualità̀ della governance).

È quanto emerge dall’analisi dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che con i suoi 185 aderenti è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia, che oggi pubblica i nuovi indicatori compositi (costruiti a partire da oltre 90 indicatori elementari) per descrivere l’andamento dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile e consentire, alla vigilia delle elezioni politiche, una valutazione del Paese rispetto agli impegni che ha assunto in sede Onu con la sottoscrizione dell’Agenda 2030.

E’ necessario – avverte Asvis- che la politica si impegni, con azioni immediate, per portare il Paese su un sentiero di sviluppo sostenibile, dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

“Malgrado i passi avanti compiuti in alcuni campi – sottolinea il portavoce ASviS, Enrico Giovannini – l’Italia resta in una condizione di non sostenibilità̀ economica, sociale e ambientale. Se i partiti non metteranno lo sviluppo sostenibile al centro della legislatura, le condizioni dell’Italia saranno destinate a peggiorare anche in confronto ad altri paesi”.

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