Tumori: caso talco, J&J condannata a maxi-risarcimento da 117 mln dollari

Roma, 13 apr. (AdnKronos Salute) – Sale la ‘stangata’ per Johnson & Johnson, portata in tribunale negli Usa da Stephen Lanzo, un banchiere del New Jersey convinto di essersi ammalato di tumore dopo 30 anni di uso di talco. Un tribunale del New Jersey ha condannato J&J e i suoi fornitori a pagare altri 80 milioni di dollari a Lanzo, dopo aver già riconosciuto a lui e alla moglie 37 milioni di dollari di risarcimento danni la scorsa settimana. Lanzo aveva fatto causa all’azienda nel 2016, dopo una diagnosi di mesotelioma, malattia legata all’esposizione all’amianto. Ora la corte di Middlesex County ha rincarato la dose, riconoscendo anche i cosiddetti danni punitivi – cioè destinati a punire azioni non etiche o negligenti – e portando così il risarcimento a 117 milioni di dollari, circa 95 milioni di euro.

Il 70% della somma dovrà essere pagato da J&J, il resto da Imerys Talc, il suo fornitore. Lanzo ha sostenuto davanti alla corte di aver usato prodotti della Johnson&Johnson come ‘Shower to Shower’ e ‘Baby Powder’ per decenni, e che proprio l’inalazione della polvere di talco avrebbe causato il suo mesotelioma, come riferisce la stampa statunitense.

Le due aziende hanno già fatto sapere che presenteranno appello contro la decisione e che continueranno a difendere la sicurezza dei prodotti a base di talco. Intanto, si preparano a fronteggiare migliaia di cause nei tribunali americani per presunti danni alla salute, anche se Lanzo è il primo uomo ad aver fatto denuncia: in genere a chiedere un risarcimento sono donne colpite da tumore ovarico. J&J ha ribadito di aver condotto test a tappeto per assicurare che nessuno dei suoi prodotti a base di talco contenesse polvere d’amianto.

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