Sanità: operato al cuore paziente con progeria, prima mondiale a Roma

L’intervento su Sammy Basso simbolo della lotta alla malattia

Roma, 4 feb. (AdnKronos Salute) – Eseguito con successo al San Camillo di Roma il 28 gennaio scorso su Sammy Basso – uno dei cinque pazienti italiani affetti da progeria – il trattamento di una stenosi calcifica severa della valvola aortica per via trans-catetere. Si tratta, fanno sapere dall’ospedale, del primo intervento al mondo di un paziente affetto da questa rara malattia, conosciuta anche come sindrome da invecchiamento precoce. La procedura è stata eseguita dall’equipe cardiochirurgica guidata da Francesco Musumeci e coadiuvata da Roberto Violini, cardiologo interventista, e da Elio D’Avino, cardio-anestesista. L’intervento, hanno spiegato oggi i medici, “si è svolto senza alcuna complicanza e con un risultato finale eccellente”.

Sammy Basso, 23 anni, è affetto da una patologia che conta circa 100 casi conosciuti in tutto il mondo, e da anni è seguito per la sua malattia in America, presso il Boston Children’s Hospital. Basso, che è tra i pazienti più longevi con questa malattia, ha sviluppato una stenosi calcifica severa della valvola aortica, patologia caratteristica del paziente anziano. Il restringimento della valvola è una patologia che progredisce rapidamente, fanno sapere i sanitari, per cui in un arco di tempo relativamente breve avrebbe potuto causare la morte del paziente. L’unica terapia consiste nella sostituzione della valvola calcificata con una protesi valvolare fatta con tessuto biologico.

“Per la prima volta al mondo ci si è trovati ad affrontare questa patologia in un paziente con progeria”, hanno detto i medici, illustrando oggi l’intervento al San Camillo. La difficoltà era quella di decidere se un trattamento era possibile e quale sarebbe stata, tra le diverse opzioni, quella più appropriata: chirurgia convenzionale a cuore aperto o trattamento trans-catetere? E in quest’ultimo caso, attraverso quale via introdurre il catetere: l’arteria femorale o la punta del ventricolo sinistro?

Dato l’alto grado di complessità anatomica “e quindi l’elevato rischio chirurgico”, delle perplessità sull’esecuzione dell’intervento erano state espresse dal centro americano dove Sammy è in cura. A questo punto la decisione di rivolgersi al professor Musumeci per una ulteriore opinione. Dopo un’attenta analisi del caso, il team del San Camillo ha ritenuto l’intervento fattibile per via trans-catetere, “mediante l’introduzione del catetere attraverso la punta del ventricolo sinistro”, spiegano i sanitari, anche se con un rischio molto alto per le caratteristiche cliniche dei pazienti con progeria e la complessità anatomica del caso (rischi di ostruzione degli osti delle arterie coronarie, rottura dell’anello aortico, non perfetta aderenza della protesi valvolare, blocco di conduzione atrio-ventricolare).

Il tipo di procedura scelta e i possibili rischi sono stati discussi con Sammy Basso, che ha deciso di affidarsi all’equipe coordinata da Musumeci. L’intervento è stata effettuato attraverso una piccola incisione nel torace di sinistra, che ha consentito l’esposizione dell’apice del ventricolo dove è stato introdotto il catetere che alla sua estremità aveva la protesi valvolare. La protesi valvolare, non appena nella giusta posizione all’interno della valvola nativa stenotica, è stata espansa come uno stent, gonfiando un pallone che era al suo interno. La procedura è stata eseguita in anestesia generale, senza però l’ausilio della circolazione extracorporea. Per la sua complessità, questa operazione ha richiesto la cooperazione di diverse figure professionali. Sono state utilizzate tecniche particolari per intubazione orotracheale da parte del team cardio-anestesiologico diretto da D’Avino.

Si è resa necessaria dapprima una angioplastica dell’ostio della coronaria destra e poi il posizionamento nella coronaria di sinistra, a scopo preventivo, di una guida con un stent non espanso per trattare una eventuale occlusione della coronaria che poteva avvenire con il posizionamento della protesi valvolare. Queste procedure sono state eseguite dal team coordinato da Violini. A questo punto Musumeci e la sua equipe hanno proceduto con l’impianto di una protesi aortica di ultimissima generazione, attraverso l’apice del ventricolo sinistro. “La procedura si è svolta senza alcuna complicanza e con un risultato finale eccellente”, concludono i sanitari.

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