Salute: lo studio, nell’olio d’oliva sostanza contro fegato grasso bimbi

Ricercatori Bambino Gesù di Roma dimostrano gli effetti dell’idrossitirosolo

Roma, 7 gen. (AdnKronos Salute) – Nell’olio di oliva una sostanza attiva contro il fegato grasso nei bambini. L’idrossitirosolo migliora lo stress ossidativo, l’insulino resistenza e la steatosi epatica nei bimbi obesi e affetti da questo disturbo: lo dimostra uno studio condotto da medici e ricercatori dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù e pubblicato sulla principale rivista scientifica del settore ‘Antioxidant and Redox Signaling’.

L’aumento di sovrappeso e obesità infantili nei Paesi industrializzati ha portato al parallelo aumento dei casi di fegato grasso o steatosi epatica non alcolica (Nafld). E negli ultimi 20 anni – ricordano gli esperti – la steatosi ha raggiunto proporzioni epidemiche anche tra i più piccoli diventando la patologia cronica del fegato di più frequente riscontro nel mondo occidentale. In Italia, secondo le stime, colpisce circa il 15% dei bambini, ma si arriva fino all’80% tra i piccoli obesi.

Quello condotto dai medici del Bambino Gesù, con la collaborazione del dipartimento di chimica biologia e farmacologia dell’Università di Messina, è il primo trial pediatrico con l’uso dell’idrossitirosolo, un fenolo dell’olio di oliva con elevato potere antiossidante. “Questi prodotti assolutamente naturali – spiega Valerio Nobili, responsabile di epatologia, gastroenterologia e nutrizione del bambino Gesù – possono essere integrati nella dieta dei bambini obesi per combattere le complicanze dell’obesità come lo stress ossidativo (invecchiamento cellulare, danno delle pareti delle arterie e vene), l’insulino resistenza e la steatosi epatica”.

Lo studio ha coinvolto 80 bambini obesi e con fegato grasso, suddivisi in due gruppi da 40. Ad uno è stato somministrato l’idrossitirosolo (in dosi da 7 mg al giorno), all’altro un placebo. Dopo 4 mesi, senza modificare il regime alimentare, nel gruppo trattato si è ottenuto il miglioramento dei parametri di stress ossidativo (problema risolto in 3 bambini su 4), dell’insulino resistenza e della steatosi epatica, risolta in ben il 60%.

“La ricerca ha evidenziato le ottime capacità antiossidanti e antisteatosiche dell’idrossitirosolo – evidenzia Nobili – Sostanza che se usata nei dosaggi testati, riduce l’insulino resistenza (primo step verso il diabete tipo II) senza causare aumenti di peso al contrario dell’olio di oliva ‘intero’ che è molto calorico. L’idorossitirosolo – spiega – viene assunto in perle facilmente consumabili dai bambini e non presenta problemi di palatabilità o di effetti collaterali, essendo una sostanza naturale. Può essere prescritto da tutti i pediatri che curano bambini con obesità e fegato grasso”.

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