Salute: famiglia in campo contro boom diabete, campagna Sid sui social

Specialisti puntano su base società come culla prevenzione, premio fotografico per coinvolgerle in Giornata mondiale

Milano, 9 nov. (AdnKronos Salute) – Sono 425 milioni le persone con diabete nel mondo e, secondo le proiezioni dell’International Diabetes Federation (Idf), potrebbero crescere fino a quota 552 milioni nel 2030 e 642 milioni nel 2040. In Italia negli ultimi 20 anni la prevalenza della ‘malattia del sangue dolce’ è quasi raddoppiata fino all’attuale 6,34% (rapporto Arno Diabete 2017). Tradotto in cifre: 4 milioni di persone colpite. Alle quali, secondo gli esperti che stimano un 20% di casi ‘sommersi’, si dovrebbe aggiungere un ulteriore milione di malati inconsapevoli. Di fronte a un problema ormai di dimensioni mastodontiche, gli specialisti hanno deciso di stringere l’obiettivo e ripartire dalla base, dal più piccolo nucleo sociale esistente: la famiglia.

Poco importa che siano ‘sgangherate’ o modello, numerose o meno. Le famiglie possono fare la differenza, è la logica che si è scelto di seguire per la Giornata mondiale 2018 dedicata alla patologia (14 novembre): possono essere un ambiente fonte di malattie come una culla di prevenzione. Nel Belpaese la Società italiana di diabetologia (Sid) ha deciso di coinvolgerle puntando sui social, e in particolare su Instagram, piattaforma su cui viene lanciato un premio fotografico sul tema di quest’anno. Hashtag e la forza delle immagini per parlare di prevenzione a una platea universale (19 milioni gli utenti attivi mensili in Italia a settembre 2018). Il concorso attivo da oggi, venerdì 9 novembre, si intitola #MoveAndTheCity, viaggerà su Instagram, ma anche sugli altri canali social della Sid, e si concluderà il 16 febbraio 2019.

“E’ arrivato il momento di cambiare decisamente strategia per combattere questo finora inarrestabile aumento dei casi di diabete – afferma Francesco Purrello, presidente Sid – Sappiamo quali sono i principali fattori responsabili di questa epidemia: sedentarietà e alimentazione scorretta”. L’invito lanciato “come Sid e Fondazione Diabete Ricerca” è “a esplorare la città insieme ai propri cari per raccontarci con una foto in che modo l’intera famiglia si tiene in movimento – chiarisce Simona Frontoni, responsabile Sid delle attività per la Giornata mondiale del diabete – Correre al parco, andare in bicicletta al lavoro, raggiungere a piedi le proprie mete, tanti possono essere gli spunti per la foto da postare su Instagram e che potrebbe essere la vincitrice del nostro concorso”.

Ogni settimana, una giuria di esperti sceglierà una ‘best of the week’ che verrà ri-postata sull’account Instagram della Sid. Il vincitore finale verrà premiato con una fotocamera del valore di 2.300 euro, offerta dall’azienda fotografica Forniture Guido Sabatini di Roma, in occasione dell’inaugurazione del Congresso ‘Panorama Diabete’ della Sid, in programma a Riccione dal 9 al 13 marzo 2019. La famiglia entra in gioco anche a tavola, può fare molto per correggere un’alimentazione sbagliata. E tutte devono scendere in campo, è l’appello lanciato con lo slogan della giornata mondiale, ‘Diabetes concerns every family’.

Il diabete riguarda ogni famiglia, “ad esempio – approfondisce Agostino Consoli, presidente eletto della Sid – nella possibilità di dare alla luce un bambino perfettamente sano. Per una donna diabetica, i rischi di malformazione per il feto o di complicanze per il neonato sono maggiori. Maggiori ma sicuramente ‘abbattibili’, attraverso un controllo glicemico ottimale al concepimento e per tutta la gestazione”. Ancora, aggiunge Giorgio Sesti, presidente della Fondazione Diabete Ricerca, “la famiglia può aiutare con esempi virtuosi e compartecipati la realizzazione di programmi dietetici e di attività motoria, assume un ruolo chiave nella difficile gestione del diabete tipo 1 in età pediatrica, e nella gestione del paziente anziano non autosufficiente che richiede non solo cure adeguate ma anche affetto familiare”.

Per prevenire e battere la ‘malattia del sangue dolce’, prosegue Consoli, “sono necessari interventi profondi nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei centri di aggregazione sociale. E’ necessario ripensare i layout delle nostre città”. Il concorso social lanciato dalla Sid tocca non a caso un altro tema cruciale: quello delle città, dove a livello mondiale si concentrano due diabetici su 3. “Oggi i fattori socio-economici e culturali caratteristici delle nostre città – riflette Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia dell’università Sapienza di Roma e presidente del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita e presidente dell’Health City Institute – rappresentano un volano per la diffusione delle malattie croniche non trasmissibili come il diabete”.

Per supportare le istituzioni e le amministrazioni locali in una cultura della ‘salute nelle città’ è nato il think tank indipendente Health City Institute, per la creazione di contesti urbani più sostenibili. Tra gli obiettivi, proprio la lotta all’urban diabetes. Sulla quale si concentra il progetto Cities Changing Diabetes, promosso da University College London e Steno Diabetes Center, con il contributo di Novo Nordisk. “Il programma ha già coinvolto 17 metropoli in tutto il mondo: l’Italia ha in prima linea Roma, la metropoli con il maggior numero assoluto di persone con diabete, e Milano, insieme alle advocate cities partner Bari, Bologna e Torino”, illustra Lenzi.

“La promozione della salute come bene comune deve diventare una priorità d’azione durante il mandato di sindaci e decisori politici a tutti i livelli – incalza Roberto Pella, co-presidente dell’Intergruppo parlamentare ‘Qualità di Vita nelle Città’ – A loro spetta, infatti, il ruolo di individuare un nuovo modello di governance collaborativa, tramite il quale le istituzioni stesse, insieme a imprese, organizzazioni della società civile e cittadini possano contribuire alla progettazione di un nuovo assetto urbano”. Anche perché già attualmente “il 37% della popolazione nazionale risiede nelle 14 Città metropolitane per un totale di circa 22 milioni di abitanti”, ricorda la senatrice Daniela Sbrollini, co-presidente dell’Intergruppo parlamentare che sottolinea la necessità di “rendere maggiormente consapevoli governi, regioni, città e cittadini” e di immaginare “un nuovo modello di welfare urbano e partecipativo. L’Italia oggi può essere in prima linea nello studio di queste dinamiche correlate alla salute”.

Serve, ragiona Purrello, “un radicale cambiamento culturale. Arginare i danni causati dal cibo spazzatura e offrire incentivi a chi pratica attività fisica riducendo di pari passo il peso corporeo. Non arrendiamoci al diabete. E’ necessaria una forte alleanza e comunione d’intenti di società scientifiche, organizzazioni sanitarie e forze politiche”. La Sid ha aderito tra le altre cose all’iniziativa volta a introdurre anche nel nostro paese la cosiddetta ‘Sugar Tax’, che però, fa notare la società scientifica, deve essere inserita in un contesto più ampio di iniziative che investano i vari campi della prevenzione, dall’alimentazione sana ed equilibrata, alla lotta alla sedentarietà, alla promozione dell’attività fisica. Il segnale di via della Giornata mondiale 2018 verrà dato illuminando di blu ospedali e monumenti in diverse regioni italiane. Nel Lazio, per esempio, si tingerà del colore simbolo della Giornata l’ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina di Roma.

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