Ricerca: chi è religioso vive 4 anni in più, studio sui necrologi

Affiliazione a un credo porta a frequentare società e a seguire regole più morigerate

Roma, 14 giu. (AdnKronos Salute) – Credere fa vivere di più. Uno studio americano ha infatti scoperto che le persone con un’affiliazione religiosa di qualsiasi tipo possono vantare un vita media di quasi 4 anni più lunga rispetto a coloro che non hanno alcun credo. L’indagine, pubblicata online sulla rivista ‘Social Psychological and Personality Science’, è ancora più curiosa perché effettuata esaminando oltre 1.000 necrologi provenienti da tutti gli Usa, prendendo in considerazione, però, anche sesso e stato civile dei deceduti, due fattori che hanno forte effetto sulla durata della vita. Il vantaggio è stato confermato ed è apparso ancor più alto (quasi 6,5 anni) in un ulteriore studio, più piccolo ma sempre sui necrologi pubblicati su un quotidiano di Des Moines, in Iowa.

“L’affiliazione religiosa sembra avere un effetto quasi altrettanto forte rispetto alla differenza di genere”, ha detto Laura Wallace, autrice principale dello studio e dottoranda in psicologia alla Ohio State University. I ricercatori evidenziano che parte del motivo di questa ‘spinta vitale’ deriva dal fatto che molte persone religiose fanno volontariato e/o fanno parte di organizzazioni sociali, cosa che indagini precedenti avevano già collegato alla longevità.

“Il lavoro fornisce prove convincenti sul fatto che esista una relazione tra la partecipazione alla vita religiosa e la durata della vita di una persona”, conferma Baldwin Way, co-autore dello studio e professore associato di Psicologia.

Lo studio più eclatante, quello di Des Moines, ha analizzato 505 necrologi pubblicati a gennaio e febbraio 2012. Oltre a rilevare l’età e qualsiasi affiliazione religiosa dei defunti, i ricercatori hanno anche documentato il sesso, lo stato civile e il numero di attività sociali e di volontariato, mettendo in luce appunto un divario medio di 6,5 anni fra credenti e non credenti.

L’altra indagine ha incluso 1.096 necrologi provenienti da 42 grandi città degli Stati Uniti pubblicati sui siti web dei giornali locali tra agosto 2010 e agosto 2011. In questo studio, il vantaggio è apparso di 3,82 anni considerando anche il genere e lo stato civile.

Fra le altre spiegazioni che hanno dato gli autori, la presenza di regole e norme in molte religioni che limitano pratiche non salutari come l’uso di alcool e droghe o il sesso con molti partner. Inoltre, “molte promuovono pratiche di riduzione dello stress che possono migliorare la salute, come gratitudine, preghiera o meditazione”, dicono. La ricerca ha mostrato però che gli effetti della religione sulla longevità possono dipendere anche dalla personalità di ciascuno e dalla religiosità media delle città in cui vivono le persone.

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