Ricerca: cardiologi, cuore atleta si modifica in base a sport praticato

Da due studi dell’Aou Senese indicazioni per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa

Roma, 7 gen. (AdnKronos Salute) – Il cuore dell’atleta subisce delle importanti modificazioni in maniera diversa a seconda dello sport praticato e dello specifico tipo di allenamento. È quanto dimostrano due studi condotti da Sergio Mondillo, direttore della Uoc Cardiologia Universitaria dell’Aou Senese, insieme al cardiologo Flavio D’Ascenzi, che offrono importanti indicazioni per la valutazione del cuore degli sportivi con ecocardiografia e risonanza magnetica cardiaca, con l’obiettivo di contribuire alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa. I lavoro sono stati pubblicati su “Jacc: Cardiovascular Imaging” e “Journal of American Society of Echocardiography”.

“In cardiologia – spiega Mondillo – ed in particolare nella valutazione clinica con le metodiche di imaging, siamo abituati a definire un cuore come normale, dilatato o ipertrofico in accordo a valori di riferimento ricavati dalla popolazione generale. Tuttavia questi valori sono ricavati da una popolazione sedentaria, che presenta un cuore tipicamente diverso da quello di un atleta agonista, e sono pertanto applicati con difficoltà al cuore dell’atleta che invece spesso è associato ad un incremento delle dimensioni o dell’ipertrofia in relazione allo stimolo dell’allenamento. Criteri specifici sono quindi necessari in questa popolazione”.

“Abbiamo analizzato tutti gli studi di imaging cardiaco mediante ecocardiografia e risonanza magnetica cardiaca degli atleti disponibili a livello mondiale – spiega D’Ascenzi – dalla quale abbiamo ricavato valori di riferimento specifici per le dimensioni e la funzione del cuore. Il cuore d’atleta infatti è tipicamente caratterizzato da un importante cambiamento indotto dall’allenamento intensivo, spesso associato a ipertrofia o dilatazione, che può essere talvolta difficile da distinguere da alcune malattie cardiache che possono mettere a rischio la salute dell’atleta”.

“I nuovi criteri hanno l’obiettivo di aiutare i clinici nella distinzione fra l’adattamento cardiaco indotto dall’allenamento e la dilatazione o l’ipertrofia patologiche presenti nelle malattie a rischio di morte cardiaca improvvisa. Inoltre, dal momento che il cuore si modifica in maniera diversa a seconda della disciplina praticata dall’atleta, i criteri che proponiamo sono diversi a seconda del tipo di sport”, conclude.

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